Oggi
il comunismo esiste ancora? la risposta a tale
quesito e' tutt'altro che semplice e scontata. agli
inizi degli anni '90 si e' assistito al crollo dei
principali regimi comunisti, in primis l'unione
sovietica (che si e' frantumata nella russia e nella
c.s.i.) e l'europa dell'est, ove 50 anni di
dittatura rossa hanno lasciato ferite indelebili,
quali disoccupazione, poverta', inquinamento,
carenza di infrastrutture, ma soprattutto un grande
vuoto di valori umani, culturali e religiosi. basta
pensare al fatto che l'ex urss e' ai primi posti nel
mondo per numero di divorzi, oppure alla spietatezza
e al cinismo delle bande criminali albanesi e russe,
trafficanti di esseri umani, armi, droga e organi. a
cio' si aggiunge la debolezza della democrazia in
questi paesi, dove manca ancora una cultura
democratica e dove spesso sono al potere coalizioni
di ex comunisti. negli ultimi mesi si e' assistito
al crollo dell'ultimo balaurdo del comunismo
europeo, in jugoslavia, con la sconfitta elettorale
del dittatore slobodan milosevic. tuttavia ancora
oggi vi sono oltre un miliardo di persone che nel
mondo vivono sotto dittature comuniste, che
continuano a essere privati della liberta' e dei
diritti umani fondamentali. basta pensare alla cina,
dove continuamente oppositori politici spariscono
misteriosamente nel nulla, al vietnam o a cuba,
paese, tanto decantato e ammirato dalla sinistra
nostrana (vedasi bertinotti & company), le cui
carceri sono stracolme di detenuti politici. io
ritengo, che il '900 sia stato per eccellenza il
secolo delle dittature comuniste con i loro
centinaia di milioni di morti. dunque dobbiamo
interrogarci sul perche' l'esporre una bandiera
comunista o il professare una tale ideologia
totalitaria, non costituisca reato, in quanto
milioni furono le persone fatte uccidere dai vari
tito, lenin, stalin, pol pot, ho chi min, e
togliatti. parlare oggi di comunismo nel nostro
paese sembra anacronistico, tuttavia possiamo
rilevare che pur essendo fallito il sistema
economico proposto dal marxismo e dal pci, fedele
alla linea sovietica fino all'ultimo, il modo di
pensare e di far politica tipico dei comunisti non
e' scomparso. basta pensare all'appoggio dato dal
nostro governo alle sanzioni ue contro l'austria,
applicazione pratica della teoria della sovranita'
limitata elaborata da breznev per la "difesa" del
socialismo internazionale, ed applicata oggi dalle
sinistre europee in nome del "politicamente
corretto". ma cio' soprattutto che spaventa della
sinistra e' la sistematica opera di denigrazione e
demonizzazione dell'avversario politico , e la
mistificazione e manipolazione della realta',
eredita' politica e spirituale dell'urss e del pci.
cio' lo possiamo vedere quotidianamente con i vari
veltroni, folena, mussi, cossutta, diliberto,
santoro, scalfari e ecc.. e che dire poi del gay
pride e delle violenze dei centri sociali e dei
giovani di rifondazione? perche' la sinistra
condanna solo immaginarie violenze e potenziali
pericoli provenienti da destra e non le reali
aggressioni armate dei suoi militanti? non e' un
controsenso? e come fa la sinistra ad essere
antisionista, senza essere razzista e antisemita? la
sinistra si proclama paladina delle liberta' e dei
diritti dei gay, quando fino a poco tempo fa i
nazisti erano da loro definiti in modo dispregiativo
omosessuali e allorche' i gay sono tutt'ora
perseguitati in paesi comunisti come cuba( per non
parlare del caso pasolini ).e come e' possibile
dichiararsi anticapitalisti e antiglobalizzazione,
ma allo stesso tempo rifiutare e disprezzare i
valori dalla nazione e della patria, e propugnare
una societa' multirazziale, multiculturale e
"amalgamata", cioe' mondialista e funzionale al
mercato globale e al governo sinarchico delle
multinazionali? tutte queste discrepanze ideologiche
della sinistra dimostrano come la violenza degli
autonomi e dei comunisti sia una violenza fine a se
stessa, ma soprattutto dimostrano che la sinistra e'
diventata uno strumento in mano al capitalismo
internazionale, con il fine di distruggere le
identita' nazionali e legittimare attraverso
proteste, violenze, forum e dibattiti la
globalizzazione. infatti il governo
mondiale-mondialista non puo' nascere in segreto,
nell'oscurita' di qualche palazzo governativo, ma ha
bisogno di essere legittimato, riconosciuto e quindi
pubblicizzato dai mass-media ad esso asserviti
dinanzi al mondo intero. cio' dimostra anche
un'altra cosa che ho gia' sottolineato nella sezione
dedicata all'ideologia marxista; ossia che il
marxismo non e' altro che una variante
dell'ideologia liberal-capitalista, in quanto alla
sua base si trova quella medesima concezione
materialista della vita e del mondo che vede
nell'economia il fine e nell'uomo il mezzo. oggi il
vero mostro da combattere non e' il comunismo in se',
morto per implosione interna, al contrario del
fascismo e del nazismo che caddero sotto il fuoco
delle armi, ma il mondialismo, l'ultima meta'
futuribile partorita dall'ideologia capitalista,
quale panacea di tutti i mali del presente, proprio
come il comunismo aveva postulato immaginari
paradisi, rivelatisi poi un fallimento. come
combattere queste forze oscure del male? come
riaffermare una societa' fondata su veri valori
spirituali e sulla difesa della diversita' dei
popoli? rispondere a tale domanda e' molto
complicato e attualmente impossibile; l'unica via
possibile da seguire, per ora, e' quella della
rivalutazione e difesa del nostro millenario
patrimonio culturale e storico occidentale.