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Il Perché
compiere una scelta di campo di un tipo piuttosto che di un altro? Cosa fa
preferire il centrodestra al centrosinistra? Nel senso: che interessi e valori
difende una persona che, sebbene priva di una qualsivoglia cultura politica,
nella cabina elettorale si schiera col blocco dei partiti facenti parte la Casa
delle Libertà?
Inizio col sottolineare che per quanto oggi si assista ad una massiccia
personificazione della politica, ciò che deve far preferire un partito piuttosto
che un altro non deve assolutamente essere la simpatia che proviamo per il
leader di questo o quel gruppo politico. Sono le idee a doverci eventualmente
trascinare e i leader fin troppo spesso vengono cambiati con eccessiva facilità,
privando così gli elettori di evidenti punti di riferimento. Cercando invece
quelli che sono i valori propri di un partito, conoscendo il leader che ne
incarna la più o meno democratica testa, si riesce certamente a diventare parte
attiva (almeno durante l’atto della scelta) delle politiche di una formazione
politica. Ragionando in questa maniera, inoltre, l’elettore tende a sfuggire
alla classica disillusione politica dovuta al decadimento morale che talvolta
colpisce i singoli uomini di partito piuttosto che i partiti stessi.
L’uomo di centrodestra di oggi, coinvolto nella quotidianità, con difficoltà può
ancora definirsi conservatore. Le riforme, necessarie per un paese che cambia
volto, rappresentano l’insindacabile necessità anche per chi, fino a ieri, si
riteneva sufficientemente tutelato economicamente, politicamente e socialmente.
La riforma come sviluppo, lo sviluppo come miglioramento. Gli obbiettivi
politici devono rispecchiare schematicamente un canovaccio di valori attorno ai
quali una qualsiasi alleanza politica si coagula. Io son qui a parlare della
scelta di campo moderata, quella del centro-destra trascinato da Forza Italia,
Alleanza Nazionale, Lega Nord, Democrazia Cristiana, Azione Sociale e,
idealmente, Cristiano Democratici Uniti. I suddetti partiti son scesi a
compromessi gli uni con gli altri ed hanno stilato il programma che dal 2001 al
2006 è stato messo in essere in quasi tutte le sue parti. La Casa delle Libertà
ha così dimostrato agli italiani non d’essere solo una coalizione elettorale,
bensì un’alleanza di governo. Ho parlato di valori, di riforme, di ideali,
propri della politica moderata. Vediamo quali sono.
La pace come obbiettivo primario, nel senso che nulla si crea attorno alla
distruzione od alle incomprensioni di qualsiasi tipo. La pace come anticamera
della libertà, iniziatrice di qualsiasi attività umana. In un mondo sfidato dal
terrorismo e attraversato dal rischio dello scontro tra le civiltà, la
costruzione della pace e il dialogo tra i popoli è uno dei fondamentali doveri
in politica internazionale. A questo dovere sono ancorate le alleanze e
relazioni, le missioni all'estero e più in generale la linea di condotta del
Paese sullo scacchiere mondiale. In questo contesto resta cruciale la scelta
europeista e atlantica.
La sicurezza della nostra identità, del nostro senso di appartenenza, dei nostri
costumi, delle nostre scelte in ambito sociale: non c'è un futuro di libertà, se
si perde l'identità. E' su questo confine, tra passato, presente e futuro, che
si staglia la differenza tra due visioni della vita e del mondo. Proprio per
questo, dobbiamo aprire al nuovo senza rinunciare a noi stessi rafforzando
insieme le nostre tradizioni, la nostra identità, la nostra libertà. Perché solo
conservando i valori oltre la crisi dei valori, si conserva l'identità e si vive
la libertà. Quindi, tanto in Italia quanto in Europa si propugna la difesa dei
valori religiosi e dei principi morali, la difesa della famiglia e delle nostre
radici, l'impegno a rispettare la nostra civiltà da parte di chi entra, la
difesa delle nostre fabbriche, del nostro lavoro e la valorizzazione del nostro
ambiente.
E ancora. La famiglia, intesa come comunità naturale fondata sul matrimonio tra
uomo e donna, è il centro privilegiato del rapporto fiscale basato sul criterio
del quoziente familiare. Il contrasto alla criminalità organizzata meridionale e
non solo, potenziando poi le infrastrutture viarie. L’attuazione del federalismo
fiscale, con la necessità di una forte responsabilizzazione da parte di stato ed
enti locali: Maggiore trasparenza dei conti, maggiore efficienza, minore
evasione e minori sprechi. E, soprattutto, maggiore e più diretto controllo da
parte dei cittadini sul governo della cosa pubblica.
Questi sono alcuni degli aspetti che rendono quella del centro-destra la scelta
di campo preferibile.
C’è chi nelle discussioni al bar, dal parrucchiere, o semplicemente con amici,
si trova in difficoltà nell’esternare il proprio pensiero politico, soprattutto
se dall’altra parte vi è qualcuno che non la pensa come noi, magari un comunista
sfegatato e ciarliero.
La scelta capitalista è dipinta troppe volte come egoista, ingiusta, prepotente
e soverchiante nei confronti del prossimo. Ovviamente non è così, almeno per chi
come me ha concetto della meritocrazia dissimile dalla brutale sopraffazione del
più forte sul più debole.
Concludendo, i volti possono cambiare ma i valori resteranno sempre gli stessi.
Moderazione, lavoro, meritocrazia, ordine, armonia.
Questo è quanto. E’ ora di mostrare a tutti, far pulsare e dare voce al cuore
moderato che batte nel petto di molte donne e molti uomini che, silenziosamente,
lavorano e compiono quotidianamente il loro lavoro, senza strillare, senza
appendere manifesti. E’ questa la libertà del moderato: aspirare all’obbiettivo
certi di poterlo cogliere col merito, colla ragione, colla virtù, senza fare
inutile rumore.
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