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Bruxelles -
Massimo D’Alema non riscontra il favore dei paesi dell’est Europa per il suo
passato nel Pci. A dirlo è stato l’ambasciatore polacco presso l’Unione europea,
Jan Tombinski, incontrando alcuni giornalisti questa mattina a Bruxelles,
riferendosi ai candidati per il posto di Alto rappresentante per la politica
estera Ue, che, in base al Trattato di Lisbona, sarà anche vicepresidente della
Commissione Europea e avrà un suo servizio diplomatico. Intanto il governo
italiano continua a sponsorizzare la candidatura di D’Alema per il ruolo di "Mr
Pesc": fitti i contatti tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e le
principali cancellerie europee.
David Miliband in pole Crescono invece le chance per David Miliband. Il suo
nome, ha confermato il diplomatico di Varsavia, "è il più citato, probabilmente
perchè le chance di Tony Blair (alla presidenza Ue) stanno calando". In
particolare su D’Alema, Tombinski ha sostenuto che il fatto che sia stato
comunista "sarebbe un problema" per gli stati membri che fino al 1989 erano
nell’orbita dell’Urss. Secondo l’ambasciatore, "sarebbe meglio avere una persona
la cui autorità non potrebbe esser contestata a causa del suo passato". A
stretto giro la precisazione giunta dal portavoce della rappresentanza
permanente della Polonia a Bruxelles: "Non ci oppiamo ad alcuna candidatura per
il posto di Alto rappresentante Ue per la politica estera, compresa quella di
Massimo D’Alema".
La mossa del governo italiano Secondo quanto apprende l’Agi il presidente del
Consiglio avrebbe chiamato le cancellerie europee per spiegare che quella
dell’esponente del Pd "è una candidatura forte". Il Cavaliere avrebbe sentito
diversi leader europei, tra cui Nicolas Sarkozy e Angela Merkel, e avrebbe
sondato anche altre cancellerie, come quella inglese e quella portoghese.
Contatti aperti (anche tra Berlusconi ed esponenti del Partito socialista
europeo) per portare D’Alema a Bruxelles. Già il 30 ottobre quando era uscito
fuori il nome dell’ex presidente del Consiglio per l’incarico di ministro degli
Esteri europeo, Palazzo Chigi aveva fatto sapere di seguire la situazione e che
nel caso i leader del Partito socialista europeo avessero optato per D’Alema il
governo avrebbe valutato la candidatura con "serietà e responsabilità".
Il sostegno a D'Alema Ebbene, il sostegno per D’Alema - ribadito nei giorni
scorsi anche dal ministro degli Esteri Franco Frattini - potrebbe portare ad un
esito positivo della vicenda. Anche perchè fonti riferiscono di un possibile
ritiro della candidatura dell’inglese David Milliband, l’eventuale maggiore
antagonista di D’Alema nella corsa a "Mr Pesc". La candidatura di Massimo
D’Alema è "sponsorizzata" anche dal sottosegretario Gianni Letta. Il premier,
proprio insieme a Letta, oggi ha lasciato via del Plebiscito per un paio d’ore.
Il Cavaliere nei giorni scorsi ha spiegato di credere in un dialogo con il Pd ed
una nomina di D’Alema potrebbe favorire il confronto tra i due schieramenti. Nel
caso in cui Massimo D’Alema diventasse ministro degli Esteri europeo il
Cavaliere comunque dovrebbe trovare una collocazione per Antonio Tajani che
potrebbe ’sostituirè Renata Polverini nella corsa alla regione Lazio.
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