|
Son qui a
criticare aspramente la tanto osannata democrazia, vale a dire il mezzo
attraverso il quale la gente seleziona la classe politica che poi deve governare
la Cosa Pubblica.
Non è pazzia, o semplice spirito anticonformista: mi limito semplicemente ad
osservare la realtà dei fatti.
La classe politica è la rappresentazione della gente da cui viene scelta, si
dice. La classe politica, aggiungo, è selezionata per lo più da persone che sono
disinteressate o politicamente "svogliate".
Come mettere una pistola o un'arma pericolosa nelle mani di un bambino. Nella
migliore delle ipotesi non la utilizzerà, nella peggiore invece premerà il
grilletto e, molto probabilmente, farà o si farà del male. Al cosiddetto
"popolino", vale a dire quello che cerca nel sollazzo l'unico sfogo o interesse,
non si può chiedere di fare scelte più grandi di lui, non mirate alla cultura a
lui propria. Vorrei puntualizzare, per non dare adito a dubbi, il fatto che per
"popolino" non intendo nulla concernente l'aspetto meramente economico. La
cultura e l'interesse per la materia politica lo distanzia da chi, invece,
merita il diritto-dovere di scegliere i rappresentanti da far sedere sulle
poltrone del Comune, della Regione o dei Palazzi Romani (come già scritto in
passato, le Province non hanno un vero perchè nell'Italia europeista e delle
"regioni forti").
Vorrei evitare di compiere il diffuso errore di parlare d'un problema e non
illustrarne le possibili soluzioni.
Ho appena spiegato il motivo per cui l'attuale democrazia non è altro che
l'effettiva interpretazione dell'ignoranza o del disinteresse. Ignorante non è
chi ha una visione diversa dalla mia, molto più semplicemente è chi "ignora" il
motivo per cui sceglie un soggetto rispetto ad un altro, uno schieramento
piuttosto ad un altro. E' anche ignorante chi ghettizza o sminuisce l'avversario
politico spesso definendolo "nemico".
Ecco ciò che propongo: dentro la cabina elettorale, oltre alla solita scheda su
cui apporre la consueta "X", dovrà essere presente un altro foglio con 6 domande
a risposta multipla, condivise ed accettate durante la fase pre-elettorale da
tutti i partiti scesi in campo. Domande semplici e risposte rasentanti l'ovvietà
se non la banalità, filtro tuttavia che permetterà così di scremare tutte quelle
frange d'ignoranza palese che, lo vediamo e viviamo quotidianamente, non merita
di trovare posto alcuno nella stanza dei bottoni.
Un semplice lettore ottico definirà in una frazione di secondo la cultura
politica dell'elettore e potrà così accettarne o scartarne il voto.E' difficile?
Credo proprio di no, facile da implementare e soprattutto ogni esito elettorale
sarà solo il frutto della gente che si interessa.
Le scorse elezioni portarono nelle cabine oltre l'80% degli Italiani. Ma quante
di quelle milioni di persone avevano ragione di farlo?
I voti validi in definitiva sicuramente diminuiranno. Ma domando: cerchiamo
qualità o quantità?
Qualcuno potrebbe ribattere che che uno dei 2 schieramenti in campo potrebbe
soffrire in termine di voti un provvedimento del genere. Non sono assolutamente
di quest'avviso, certo del fatto che l'ignoranza si trova tanto a sinistra
quanto a destra.
E' tempo di dare un forte impulso meritocratico al vetusto e disinteressato
corpo elettorale italiano.
Il sasso nello stagno l'ho lanciato: che le onde concentriche s'ingigantiscano e
scaccino gli inevitabili dubbi dei timorosi.
Torna
Indietro
|