Silvio in ospedale, Tartaglia in cella, e Di Pietro pensa di essere in guerra: noi resistenza al Duce, serve Cln  [G]

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Berlusconi rimane in ospedale, per il momento. Uscirà forse domani pomeriggio. E non potrà partecipare a eventi pubblici per un paio di settimane. Tartaglia, invece, resterà ancora in galera: c'è il pericolo che reiteri il reato. La procura di Milano sta esaminando la possibilità di richiedere una consulenza medica psichiatrica e non lo perde di vista: c'è anche il timore che provi a togliersi la vita. E nel frattempo, la vita politica prosegue.

Di Pietro ormai è fuori controllo. Crede che Berlusconi sia il Duce e lui la Resistenza. L'ultima sparata del leader dell'Idv è particolarmente folle: dice che lo vogliono annientare fisicamente. Ulula al Regime, e dimentica che in ospedale con la faccia rotta non c'è lui, ma il premier, il presidente del consiglio. Che alle due riceverà un'altra visita e che non si sa se uscirà oggi, terzo giorno steso in un letto. «Tutte le tv stanno lavorando per criminalizzare l'IdV, Annozero, il gruppo Espresso, pure l'Unità: vogliono trovare gruppi e persone da colpire. Dietro questo atteggiamento ci sono chiari messaggi mafiosi. Chi deve capire poi capisce. Vogliono l'annientamento politico e fisico degli avversari politici» farnetica Di Pietro intervistato da 'l'Unita. «Senza partigiani non sarebbe stato possibile eliminare il Duce», dice. All'osservazione che così non si abbassano i toni, il leader dell'Idv replica: «Loro li hanno alzati fino alle minacce fisiche, Cicchitto ha dato indicazioni sulle persone da colpire. Si scambia la vittima per l'aggressore, quando c'è un governo fascista e piduista per fortuna c'è qualcuno che inizia a fare resistenza». Al giornalista ancora lucido che obietta che in Italia non c'è il fascismo, Di Pietro risponde: «Scusi, ma quando c'era il Duce, la colpa era di chi denunciava o di chi limitava la libertà? Ci si poteva liberare di lui senza i partigiani?. Serve un nuovo Cln, anche con Casini, per liberarci dell'anomalia piduista. Io non abbandono il fronte».

La giornata di martedì

E intanto Silvio Berlusconi rimane in ospedale. Alle 14 si deciderà se dimetterlo o meno. Martedì dal suo letto ha scritto a tutti i suoi sostenitori un messaggio sul sito del Pdl: «Grazie di cuore ai tantissimi che mi hanno mandato messaggi di vicinanza e di affetto. Ripeto a tutti di stare sereni e sicuri. L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio». Questa mattina aveva detto di stare meglio, ma la frattura del setto nasale è dolorosa e non semplice da recuperare. Il suo dottore dice che lo lasceranno andare a casa domani. "E' abbacchiato e giù di tono", racconta Alberto Zangrillo, primario di anestesia al San Raffaele di Milano e medico curante di Berlusconi. "le visite lo hanno stancato, ma lo aiutano a tenere le attività di relazione e a mantenersi informato". E mentre il premier tranquillizza lo staff medico, amici e conoscenti che incessantemente lo visitano o lo vengono a trovare, Massimo Tartaglia gli scrive una lettera di scuse. Una lettera in cui si dice dispiaciuto "per un atto superficiale, vigliacco ed inconsulto" e dove, tramite i difensori Daniela Insalaco e Gian Marco Rubino, Tartaglia esprime il proprio "sentito dispiacere" dichiarando di non riconoscersi" nel suo gesto.

Tartaglia davanti al Gip- Durante l'interrogatorio, Tartaglia avrebbe giustificato il fatto di avere con sè oggetti che il ministro Maroni ha definito "atti ad offendere", dicendo che potevano essergli utili per difendersi nella ressa del comizio. Dalle perizie nella sua casa è eemrso che l'uomo era molto informato sulla politica e in particolare su Berlusconi. La difesa- Dato che soffre di disturbi mentali, come spiegato dai suoi legali, Tartaglia è stato sottoposto ad accertamenti sulle sue condizioni di salute e trasferito nel centro di osservazione neuropsichiatrico di San Vittore.

Il testimone- "Poco prima che l'aggressore scaraventasse contro il presidente la statuetta ho visto che c'è stato dietro... come se lui si stesse dimenando per prendere qualcosa da qualcuno che ovviamente non ho visto. Mi è sembrato di vedere proprio questo gesto che lui stesse prendendo qualcosa e questo l'ho visto perché avevo degli amici che erano lì alla sbarra e mi stavo preoccupando che potessero salutare il presidente del Consiglio". È il racconto di Andrea Di Sorte, coordinatore dei club della Libertà che domenica pomeriggio era a Milano, in Piazza Duomo, accanto al premier nel momento dell'aggressione. "Io ero dietro al palco perché avevamo organizzato con i club della libertà di Mario Valducci un gruppo di giovani che cantavano l'inno d'Italia con il presidente Berlusconi", racconta. "Quando il presidente è sceso dal palco si è fermato, come è solito fare, con la gente. A Milano, conosceva tutti, chiamava la gente per nome addirittura. Poco prima che il presidente entrasse in macchina, questa persona l'ho vista dimenarsi tra la gente, lo stava seguendo perché ha fatto qualche metro dietro il pubblico cercando di scavalcare, di avventarsi verso di lui". Di Sorte dice di non essersi preoccupato eccessivamente perché "ci sono tante persone che vogliono toccarlo, lasciargli un messaggio... alla fine invece lui è andato lì, prima con la mano ha cercato di arrivare alla transenna, poi non c'è riuscito e allora da dietro, con la mano, ha lanciato in volo questa cosa al presidente". Ma "poi mi è sembrato di vedere un nylon -prosegue Di Sorte- come se questa cosa fosse avvolta in un nylon. Quando poi è stato catturato dalla polizia e dal servizio d'ordine, la cosa che mi ha colpito e fatto tornare in mente quello che avevo visto poco prima è stato il fatto che lui ha detto, appena catturato: 'sono solo, sono solo, non c'è nessuno dietro di me. Io invece ho avuto la percezione che qualcuno gli stesse passando qualcosa" ha concluso il testimone.
Servizi segreti- Pronta l'analisi dell'aggressione fatta dai servizi segreti: «Un gesto isolato e scollegato da qualunque altro soggetto o volontà politica», come evidenziato dal Copasir (il comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica presieduto da Rutelli).

La giornata di lunedì

“Le conseguenze sono più gravi di quello che potevamo dire ieri sera: per cui non si parla assolutamente di dimissioni per le prossime 36 ore". Lo ha detto il medico del premier, Alberto Zangrillo. Ma forte come un leone, è lo stesso Silvio Berlusconi a tranquillizzare l'Italia: “Sono miracolato”, ha detto rivolto al direttore del Tg4 Emilio Fede che domenica sera è andato a trovarlo all’ospedale San Raffaele di Milano, dove è ricoverato in via precauzionale. A colpire il presidente del Consiglio al volto è stato Massimo Tartaglia, 42 anni, grafico nella ditta del padre, che da tempo soffre di problemi psichici: in una nota il Policlinico di Milano smentisce le voci trapelate ieri secondo le quali Tartaglia era da 10 anni in cura presso la struttura sanitaria: “Non è più in cura presso il Policlinico. A quanto ci risulta è stato assistito dai nostri servizi psichiatrici fino al 2003. Da allora non è più un paziente di questo ospedale", assicurano. L’uomo non ha precedenti penali, se non il ritiro della patente per motivi di viabilità Berlusconi ha riportato fratture al volto.

Napolitano- "È stato aggredito e ferito il presidente del Consiglio - ricorda il capo dello Stato - e anche se risulterà essersi trattato del gesto di uno squilibrato dobbiamo esserne tutti egualmente allarmati. E quando dico tutti intendo tutti gli italiani che credono nella democrazia e che vogliono veder garantita nel nostro paese una pacifica convivenza civile. Dunque il senso delle mie dichiarazioni di ieri sera è: impediamo subito, risolutamente, che rinascano forme di violenza che l'Italia, in un passato non lontano, ha già conosciuto e duramente pagato". "Il mio appello - ribadisce il presidente della Repubblica - è rivolto a tutti in nome di un dovere di imparzialità che io ho sempre rispettato e sono deciso a rispettare. E in questo momento davvero non ha senso che gli uni diano le colpe agli altri per il clima che si è creato. La verità è che se si ha un senso della comune responsabilità, si deve tornare a un normale, civile confronto tra le diverse parti politiche e tra le diverse istituzioni. Bisogna rispettarsi reciprocamente. Bisogna misurare le parole, dovunque si parli, pesare i giudizi e non estremizzarli. Si parli nelle piazze, si parli nei congressi di partito, si parli alla televisione". E poi, ancora: "c'è stata un'esasperazione pericolosa della polemica politica, della lotta politica in Italia. E bisogna fermarla".

Poteva essere ucciso - “Silvio Berlusconi ha rischiato di essere ferito gravemente, di essere ucciso”. Parole forti dal ministro dell’Interno Roberto Maroni, lunedì mattina in Prefettura a Milano con il prefetto meneghino e i vertici delle Forze dell’ordine, per fare il punto su quanto accaduto ieri al presidente del Consiglio. Nel condannare il folle gesto (“si tratta di un episodio gravissimo, legato al clima di contrapposizione violenta degli ultimi tempi. Alcune parole dette e una dialettica politica non più nei confini della normalità può ingenerare in persone come l’aggressore di domenica reazioni così”), il capo del Viminale, come già il ministro della Difesa Ignazio La Russa, difende le forze dell’ordine e la “gestione dell'ordine pubblico”, che “è stata fatta secondo le regole. Maroni sgombera dunque subito il campo da qualsiasi dubbio o polemica sull'operato degli agenti, che hanno svolto “controlli accurati e hanno anche consentito di evitare manifestazioni organizzate e azioni dei contestatori sotto il palco”. Secondo quantoriferito da Maroni, in prima fila al comizio, proprio sotto il palco, c'erano infatti alcuni infiltrati con le bandiere del Pdl, che sono stati prontamente allontanati: “Questa gente, una volta sotto, avrebbe dovuto esporre uno striscione violento contro il presidente del Consiglio Berlusconi”. Durante il discorso tenuto da Berlusconi, alcune decine di dimostranti avevano cercato di interromperlo, prima di venire allontanati di alcune decine di metri dalla polizia. “Sull'aggressione - ha aggiunto il ministro - domani riferirò alla Camera”.

L’aggressione in piazza Duomo - Tartaglia, vestito con un bomber chiaro, è riuscito ad eludere la sorveglianza e a lanciare una statuetta che si è frantumata contro il viso del premier. Il presidente si è accasciato al suolo sanguinante, con il setto nasale fratturato, il labbro e due denti rotti: se il colpo lo avesse raggiunto anche solo un centimetro più su, il premier avrebbe potuto perdere un occhio. Mentre veniva trasferito in una stanza d'ospedale, ha comunque voluto tranquillizzare tutti: "Sto bene, sto bene", ma i medici gli hanno diagnosticato una prognosi di 20 giorni.

Convalida dell’arresto – Intanto il procuratore aggiunto Armando Spataro sta preparando la richiesta di convalida dell'arresto di Tartaglia al quale sono contestate le lesioni volontarie pluriaggravate. Se la prognosi del premier dovesse superare i 40 giorni si aggiungerebbe anche un'ulteriori aggravante, quella delle lesioni gravi. Il gip che dovrebbe occuparsi del caso, e decidere sulla convalida dell'arresto, è Alessandra Cerreti.

“Giornali e rassegna stampa” - Dopo aver trascorso una notte tranquilla il Cavaliere, al suo risveglio, ha immediatamente chiesto di poter leggere i giornali ed avere la rassegna stampa che ogni giorno gli viene preparata a Palazzo Chigi. Parlando a ‘Mattino 5’ il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, ha raccontato della notte passata del premier, trascorsa con un “gran mal di testa”. Bonaiuti ha quindi spiegato che con molta probabilità Berlusconi trascorrerà al San Raffaele anche la prossima notte. Intanto sotto le finestre dell’ospedale nella notte è apparso un cartellone con la scritta ‘Presidente Berlusconi una pronta guarigione. Gli italiani veri sono con te sempre»: è quanto è scritto su un cartello, accompagnato da una bandiera italiana’. All' esterno della struttura è massiccia la presenza delle forze dell'ordine.

La stampa estera - Intanto fanno il giro del mondo le foto e i video dell'aggressione: “Berlusconi attaccato ad un comizio politico a Milano”, titola il 'Wall Street Journal' che in prima pagina pubblica una delle immagini che ritraggono Berlusconi con il viso insanguinato poco dopo l'attacco. “Il premier italiano è stato trasportato in ospedale con una frattura al setto nasale, due denti rotti e il viso coperto di sangue dopo che un uomo l'ha colpito al termine di un comizio”. Un'immagine analoga in prima pagina sul 'Financial Times' sotto il titolo 'Attacco a Berlusconi” che riferisce di quanto accaduto e parla dell'arresto effettuato subito dopo l'aggressione. “Berlusconi, colpito da un esaltato”, è il titolo di 'El Pais' sotto la fotografia di Berlusconi: “Il primo ministro italiano, Silvio Berlusconi, è stato aggredito ieri da un uomo di 42 anni con gravi problemi mentali«, si legge nell'articolo. “L'assalitore, Massimo tartaglia, che non ha precedenti penali né militanza politica conosciuta e« stato arrestato subito dopo”. “Silvio Berlusconi aggredito all'uscita di un meeting”, scrive sul sito 'Le Figaro’: “Ricoverato domenica sera dopo essere stato colpito al volto al termine di un comizio a Milano. Il suo aggressore, apparentemente uno squilibrato, è stato arrestato immediatamente”. “Silvio Berlusconi colpito al volto al termine di un comizio”, titola in apertura della pagina 'Europa’ il sito di 'Le Monde’, che ricorda come all'inizio del comizio il premier fosse stato “contestato da una decina di persone” che lo avevano fischiato e che successivamente si era verificato un alterco tra questi contestatari ed i giovani del servizio d'ordine del meeting di Silvio Berlusconi, che ha costretto la polizia ad intervenire. “Aggressore ferisce Berlusconi al volto”, si legge sul sito della 'Frankfurter Allgemeine Zeitung', che ricostruisce l'attacco, il fermo del presunto colpevole, “che veniva seguito da dieci anni per problemi psicologici al Policlinico di Milano”. Fotografia ed immagini video dell'aggressione al premier e di Berlusconi che viene portato via in auto dopo l'attacco sul sito della Cnn, che riferisce anche i primi commenti politici in Italia alla notizia.

E l'aggressione subita da Berlusconi campeggia oggi anche sulle prime pagine di quasi tutti i giornali arabi. I quotidiani più diffusi hanno pubblicato la notizia in apertura, corredando l'articolo con la foto del volto del presidente del Consiglio italiano sanguinante. Il giornale 'al-Quds al-Arabi’ titola: “Giovane colpisce Berlusconi al volto a Milano”. “Il volto del premier italiano è apparso sanguinante - si legge - dopo che Berlusconi è stato colpito da un giovane a Milano che lo ha ferito sul labbro. È caduto subito dopo il colpo ed è stato portato in ospedale con la sua auto mentre l'aggressore veniva arrestato”. Il volto sanguinante del premier italiano appare anche sulle pagine del giornale concorrente 'al-Sharq al-Awsat', che titola: “Berlusconi viene aggredito da un uomo subito arrestato”. Il quotidiano sottolinea come la partecipazione di Berlusconi a un evento politico a Milano sia stata segnata dalla presenza di un gruppo di contestatori. “Berlusconi viene colpito al volto”, titola anche 'al-Hayat' ,mentre il giornale egiziano 'al-Ahram' pubblica in prima pagina un articolo dal titolo: “Berlusconi perde sangue dopo che un manifestante lo colpisce al volto”.

La Russa elogia la polizia - "L'aggressore - ha poi spiegato Ignazio La Russa che si trovava vicino a Berlusconi - è stato preso immediatamente, grazie alla polizia che l'ha letteralmente sottratto al linciaggio della folla. Se non ci fossero stati loro ne sarebbero rimasti soltanto pezzetti". “Volevano tanto un predellino due e il predellino due c'è stato, perché lui sul predellino ha voluto affacciarsi dopo l'aggressione per far vedere che non si arrende”, ha quindi aggiunto il ministro raggiunto dall’ADNKRONOS: “Sono andato a trovarlo ieri sera - prosegue La Russa - e mi ha sorpreso per il temperamento e il coraggio. I medici mi avevano fatto capire anche ieri sera che forse era meglio che si trattenesse più di una notte, perché il trauma è stato forte e una persona normale starebbe sette giorni in ospedale». La Russa racconta di aver seguito tutta la scena in quanto “non mi sono fatto portare via dalla scorta che voleva a tutti i costi allontanarmi. Lui è riuscito dalla macchina per far vedere che non si lasciava intimorire, poi ha voluto che la macchina andasse piano piano, tanto che l'ho potuto seguire a piedi fino a Piazza Fontana». «Mi auguro - conclude - e sono convinto che cambi lo scenario politico. Anche la telefonata immediata del presidente della Camera Gianfranco Fini è molto significativa. E anche l'opposizione... io mi auguro davvero che ci si possa fermare sull'orlo del baratro”.

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Data Creazione/Modifica: 17-12-09