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Questi pensieri nascono solo ad una settimana dal congresso da cui è stato
partorito più grande partito politico dopo il terremoto di
tangentopoli degli anni '90.
Eppure è appunto di oggi una notizia che m'ha lasciato interdetto. Come tutti
sanno l'Italia si trova tra i paesi più industrializzati del mondo, al 7° posto.
Tutto questo nel mentre si parla di crisi e di lacrime, con estrema serietà.
Tuttavia quanto risulta dalle ultime dichiarazioni dei redditi disponibili
(dichiarazioni 2007 su anno d'imposta 2006), diffuse dal Dipartimento delle
Finanze del ministero dell'Economia mi fa corrucciare la fronte, con fare
sorpreso.
Partiamo da un dato: nell'anno preso in considerazione il reddito complessivo è
aumentato rispetto all'anno precedente del 5,7%. Ciò che in realtà scandalizza
sono alcuni dei valori numerici di questi fantomatici redditi.
Cominciamo dalla fascia di reddito più consistente: l'58,4% dei contribuenti è
quella tra i 10.000 e i 40.000 euro, quelli che percepiscono fino a 3300€ al
mese. Oltre il 35% dei contribuenti italiani dichiara un reddito inferiore a
10.000 euro, vale a dire circa 830€ al mese: dato (aggiungerei) credibile,
calcolando pensionati, precari e meridione. Anche il dato relativo ai più ricchi
del Paese (coloro cioè che dichiarano oltre 100.000 euro, che sono lo 0,9% del
totale) non appare esageratamente fuori dalla realtà. Ciò che non può lasciare
impassibile è il valore relativo ai contribuenti che dicharano un reddito sopra
i 70.000 euro: appena il 2% degli italiani. Ma come si può dare credito a questo
numero? No, non posso far finta di crederci, non mi farò prendere in giro.
Ma l'Italia è ancora un paese di diritto? Le leggi contano ancora? O oramai vale
la legge del più furbo? Tutti i Suv, Barche, Ville? Dove è andato a finire il
concetto fondamentale dell' etica? Ipotizzando un paese in cui evadere fosse
amorale (vedi stati uniti), il professionista di turno che tenta di fare il
furbo viene subito troncato dal cliente (moralizzato) con minaccia di denuncia.
Allora non si potrebbe togliere dal vocabolario la parola "evasione" e il
mercato si adeguerebbe come anche il prelievo fiscale.
C'è da dire che limitandosi a guardare l' auto per intuire un tenore di vita non
ha sotanzialmente senso per due fondamentali ragioni: con le attuali formule
finanziarie l'acquisto di un auto di grossa cilindrata è pressochè alla portata
di tutti dato che non servono grandi redditi e le auto come altri beni vengono
intestate alle aziende e quindi pagati con il denaro della società, il che non è
fuori legge (sono beni indeducibili quindi le tasse vengono comunque pagate
dalla società). L'azienda economicamente spende i soldi ma finanziariamente per
lo stato è come se non li spendesse e quindi il costo sostenuto è imponibile
fiscale.
Le soluzioni per scovare i lestofanti già esistono e dò loro un nome: gli Studi
di Settore. Se ben applicati nessuno potrebbe uscirne indenne. Spesso si tratta
di controlli automatici, che confrontano in maniera telematica i dati a sua
disposizione. Con gli Studi Settore, con il Redditometro, con gli accertamenti
sintetici/ induttivi gli evasori teoricamente non dovrebbero avere vita facile
proprio perchè verrebbero sottoposti in un modo nell'altro a controlli
automatici che renderebbero molto difficile una fuga. Esistono anche altre
soluzioni che taglierebbero di netto la "necessità" di accettare una prestazione
senza fattura: consentire di poter scaricare tutto dalle proprie tasse.
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