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Indice del Fascismo
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LE
LEGGI PER LA DIFESA DELLO STATO
Forte di questi principi e con la mira precipua alla formazione
di un potente Stato unitario, il Fascismo impersonato in Benito
Mussolini e nei suoi collaboratori, iniziava la sua opera
rivoluzionaria. Infranti i partiti che operavano fuori della
vita spirituale della Nazione, esso cominciò ad esplicare un
graduale processo di attività legislativa per concretare in una
serie di principi giuridici le conquiste ideali del Fascismo.
Pur riallacciandosi, per quanto era possibile alle migliori
tradizioni della nostra storia e della nostra civiltà, il
Fascismo fece opera essenzialmente rivoluzionaria, creando nuovi
rapporti fra gli elementi costitutivi dello Stato e cercando di
risolvere quei contrasti di classe che rappresentano ancora la
preoccupazione e l'assillo più vivo di tutti i governi della
terra. Ma prima di descrivere i lineamenti del nuovo Stato
corporativo che la Rivoluzione va costruendo ed elaborando in
tutti i suoi particolari sarà opportuno di gettare un rapido
sguardo sopra gli altri elementi della vita statale a cui il
Fascismo va dando nuovi impulsi nell'intento di potenziare le
forze della Nazione. E cominciamo dalla legge sulle attribuzioni
del Capo del Governo Italiano. Con questa il potere esecutivo
«rivendica a sè il diritto di autoorganizzazione, già concesso
del nostro costituzionalismo parlamentare agli altri due poteri
dello Stato».
«In sostanza la soluzione fascista, apparentemente «
accentratrice dispotica, si riconnette alla necessità « generale
di epurare l'orbita d'azione del potere esecutivo dalle
irrazionali ingerenze del Potere legislativo ».
Non è la dittatura che si esprime nel nuovo istituto, posto al
vertice della piramide dei poteri dello Stato; ma una vigorosa
interpretazione dello spirito della costituzione attraverso lo
spirito della Rivoluzione, poichè, per l'una e per l'altra, il
solo Capo del Potere Esecutivo è il Re e al Capo del Governo,
responsabile della politica totalitaria della Corona, spetta
quindi il diritto di organizzare e modificare la ripartizione
degli affari amministrativi dello Stato".
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