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Roma - Tanta preoccupazione per
la scuola pubblica si può spiegare solo come un atto estremo di altruismo, visto
che quando si tratta di decidere il destino dei figli un bel pezzo di
centrosinistra si orienta direttamente verso le scuole private. E magari
straniere. Sorprende, insomma, tanta acrimonia nei confronti del ministro
Gelmini, visto che non sono pochi gli esponenti della sinistra che di contatti
diretti con la riforma della scuola, non ne avranno mai. Lo ha candidamente
ammesso Michele Santoro nel corso dell’ultima puntata di AnnoZero, tutta
dedicata alla scuola e alla nuova ondata di contestazioni studentesche.
Voleva dimostrare al leghista Roberto Cota quanto fosse sbagliata l’idea di
«classi ponte» per insegnare la lingua straniera ai figli di immigrati. In
sintesi: l’integrazione è facilissima anche quando un bambino si trova in
un’aula dove tutti parlano una lingua che non sa. Per spiegarlo ha riportato,
con comprensibile orgoglio paterno, l’esempio della figlia che
frequentaunascuola straniera «e già parla un’altra lingua ». Applausi. Non si sa
se dedicati alla bravura della bimba poliglotta o all’accostamento tra chi
frequenta il costoso istituto francese «Chateaubriand», con l’obiettivo di
diventare bilingue edevitare le storichecarenzedella scuola italiana, e i figli
degli immigrati alle prese con la durissima battaglia per l’integrazione.
Ospite della trasmissione, il segretario Ds Walter Veltroni. Dei suoi
investimenti immobiliari e formativi a New York a favore della figlia si sa già
tutto. D’altro canto il Pci non c’è più. E con i comunisti è scomparso anche il
divieto non scritto che vigeva per i dirigenti:mai iscrivere i figli alle
private. Lo conferma il caso diGiovanna Melandri, la cui prole è stata affidata
all’istituto privato «San Giuseppe». Si dice che l’esponente Pd abbia anche
cercato di fare entrare la figlia inuna scuola inglese. La stessa - la «Rome
International School» - scelta dall’ex parlamentare di Rifondazione comunista
Franco Russo, ansioso di dare un’educazione un po’ amerikana ai discendenti.
Niente pubbliche o comunali anche per i nipoti di Fausto Bertinotti, iscritti a
suo tempo ad un prestigioso asilo romano dal metodo di insegnamento
rivoluzionario. Ma a pagamento. E in effetti non è sempre la caccia alla lingua
straniera la molla che fa scappare i genitori democratici dalle pubbliche. È il
caso dell’ex ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni, contestato dai giovani
del centrodestra per aver mandato il figlio ad un Liceo scientifico paritario di
Viterbo, proprio negli anni in cui era in carica nel dicastero di viale
Trastevere.
La seduzione del privato-straniero ha fatto breccia anche tra i più
intransigenti girotondini. È il caso di Nanni Moretti, il cui figlio frequenta
la scuola americana di Roma, la «Ambritt». Stessa scelta per il discendente di
un vero e proprio outsider del Partito democratico: Mario Adinolfi. Proprio in
questi giorni l’ex esponente del Ppi, per sua stessa ammissione allergico alle
occupazioni, ha lodato la nuova ondata di studenti contestatori vedendoci
l’embrione di un «conflittogiovanile di massa contro queste destre ». Chissà se
anche dalle parti della scuola americana di Roma farà breccia l’atteso nuovo
Sessantotto.
Scuola privata catanese anche per le figlie diAnnaFinocchiaro, presidente dei
senatori Pd. Al club del «no alle statali» si è iscritto anche Francesco
Rutelli, Anche lui negli ultimi giorni si è espresso, non tanto a favore della
protesta studentesca, quanto controla linea «dura» di Berlusconi. Sicuramente
nessuna delle sue due figlie dovrà subire interruzioni delle lezioni: una è
iscritta al liceo privato «Kennedy» e l’altra alla prestigiosissima «San
Giuseppe De Merode», scuola convista su Piazza di Spagna.Da quelle parti di
okkupazioni, e cortei, se ne vedono pochi.
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