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L’Italia, da paese ricco di cultura e storia quale è, non
si deve permettere di trascurare il proprio passato.
E’ necessario che le nuove generazioni sappiano apprendere le gesta di coloro i
quali hanno, grazie al loro impegno e spirito artistico, fatto grande la nostra
Nazione.
Non si può governare ignorando l’arte e gli artisti, dato che l’arte è una delle
manifestazioni essenziali dello spirito umano. L’arte è un valore da difendere
dal mercantilismo puro e semplice, piuttosto deve avere origine e trarre
ispirazione da ragioni di carattere esclusivamente spirituale. In questo senso
si devono stabilire delle gerarchie. La produzione artistica della Nazione è la
cartina tornasole della vitalità intellettiva della gente. Lo Stato deve dunque
assicurare prima di tutto l’indipendenza degli artisti e non influenzarli
minimamente, in modo tale da permettere loro il libero sfogo delle pulsioni
interiori che li attanagliano.
Il sistema scolastico ha il compito di formare quelle che saranno le future
classi dirigenti e lavoratrici: è logico pensare quindi che se la scuola
funziona e svolge il suo compito, è la Nazione tutta a giovarne. Penso che oggi
sia necessaria l’attuazione d’un nuovo stile d’insegnamento, che affianchi alla
formazione culturale una di stampo prettamente imprenditoriale. Terminati gli
studi, tutti devono essere in grado di mettere a frutto la propria intelligenza
e lo spirito d’iniziativa. Lo scollegamento che divide sistema scolastico e
mondo del lavoro è preoccupante. Il rischio maggiore è che ragazzi si impegnino
a fondo negli studi e a laurearsi, per poi apprendere che gli sbocchi lavorativi
sono scarsi o nulli. E’ difficile vivere di sogni e, purtroppo, m’accorgo
d’essere circondato solamente da futuri avvocati, medici e giornalisti. La
scuola deve essere in grado di informare i giovani e dir loro quali sono le
facoltà universitarie che, una volta conseguita la laurea, potenzialmente
offrono più possibilità lavorative, evitando così che anche in futuro i
“sogni”occupazionali più remunerativi e scontati siano anche quelli più
affollati e inflazionati. Facendo un paragone calcistico, per far funzionare una
squadra, alle spalle dei fantasisti e degli attaccanti devono alacremente
lavorare gregari, mediani e difensori. I giovani dovrebbero imparare a svolgere
ruoli differenti ma, lo sappiamo, l’umiltà è una virtù in estinzione. Il futuro
chiarirà se le mie parole hanno o meno qualche fondamento.
Sempre parlando di scuola, mi intristisce vedere l’unilateralità politica che la
caratterizza. Il corpo docente, lungi dall’essere imparziale, mai dovrebbe
schierarsi o peggio ancora plagiare i giovani studenti. Gli insegnanti, ogni
qualvolta si intraprende un discorso di carattere politico, dovrebbero
ricordarsi che le menti malleabili dei ragazzi spesso non sono in grado di
discernere tra realtà e opinione soggettiva politica. Piuttosto che indottrinare
intere generazioni al credo comunista,”ulivista” e antiberlusconiano, si pensi
solo a “docere” senza diffondere e propagandare falsi concetti e pregiudizi di
parte. Il mio più sentito elogio và invece alla gente che a scuola si limita a
proporre cultura e attualità, stimolando gli studenti e informandoli
oggettivamente solo su quelli che sono i fatti.
La scuola deve sapere offrire lezioni di vita, infondere loro principi di
primaria importanza come l’ordine, la disciplina, la fede, la dignità e il
lavoro.
Per quanto riguarda la religione, affermo che solo lo Stato, con i suoi mezzi di
ogni specie, può impartire la necessaria istruzione religiosa, integrandola con
il complesso delle altre discipline.
La religione era in passato e rimarrà in futuro un “affare privato”, cioè
un’attività individuale dello spirito. Ognuno è libero di credere o non credere
in Dio. Ognuno è libero di rappresentarsi come vuole il suo Dio.
Concludendo, cultura, arte e religione hanno il merito di elevare lo spirito
umano e innalzarlo verso realtà superiori.
Il bieco materialismo fine a sé stesso porta l’individuo a chiudersi nella
gabbia “animale” del suo corpo. L’uomo deve sapere aprirsi e imparare ad
affrontare realtà superiori. Solo in tal modo ha la possibilità di convogliare e
sfruttare al meglio le proprie energie, per sé come per gli altri.
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