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Tra le
misure prese nel primo consiglio dei ministri svoltosi a Napoli, spicca per
roboanza e draconicità la decisione di rendere siti di interesse strategico
nazionale le discariche, di fatto equiparandole a basi militari. Dopo due anni
di menzogna continua da parte del governo Prodi, la democrazia dell'alternanza
ci propina di nuovo il turno dei saltimbanchi e dei giocolieri (con tutto il
rispetto per chi esercita veramente tali professioni), dei "magheggi" e di
equilibrismi. Non viene insomma data nessuna spiegazione di perché le discariche
vengano di fatto rese zone militari, semplicemente si provvede a farlo e basta,
in quanto questa trovata toglierebbe di torno – a dire dei suoi miopi
propositori – un sacco di impicci e di problemi. Al contempo si annuncia la
costruzione di quattro nuovi inceneritori (virtuosamente chiamati
"termovalorizzatori"); inceneritori che mentre nel resto d'Europa vengono spesso
dismessi, in quanto oltre che inquinanti economicamente svantaggiosi, in Italia
continuano ad essere costruiti solamente grazie ad incentivi e detrazioni quali
"cip6" e "certificati verdi", che stando alle direttive europee dovrebbero
essere applicati alle fonti di energia alternativa, energie alternative nelle
quali solo in Italia, con i soliti giochini di magia, vengono fatti rientrare
anche i termovalorizzatori. proprio per la grande gioia delle lobby del cemento
e degli inceneritoristi (principalmente legate al Partito Democratico, forza
della devastazione ambientale per eccellenza, ma anche al Popolo delle Libertà
attraverso "giri traversi" e all'UDC in quanto la figlia di Caltagirone è la
concubina del pio Casini). Mentre in Germania o Danimarca, così come in quota
minore in qualsiasi altro paese d'Europa, essere proprietari di un'inceneritore
significa pagare tasse salate allo Stato, in Italia è lo stesso Stato che invece
sovvenziona e finanza chi gestisce un impianto di incenerimento.
Altro
"magheggio" e gioco di prestigio, questo davvero a livello di bambini piccoli
che si tengono i loro segreti e se glielo chiedi ti rispondono "non te lo dico":
il governo afferma che saranno costruite una discarica per ogni provincia della
Campania, ma fino a che la decisione non apparirà sulla Gazzetta Ufficiale, i
siti dove dovrebbero sorgere saranno tenuti segreti, onde evitare disordini e
contestazioni di cui evidentemente il governo ha una fifa tremenda, se
addirittura deve agire nell'ombra.
Nel
frattempo per l'emergenza rifiuti rimangono o ritornano due sgradevoli figuri.
L'uno, il commissario straordinario per i rifiuti De Gennaro, aguzzino e
torturatore della scuola Diaz durante le giornate del G8 a Genova nel 2001, che
proprio per il servizio reso allo Stato contro civili inermi viene premiato dal
passato governo tutto, tra cui la fortunatamente scomparsa/estinta sinistra
radikale, con questo nuovo incarico. Cosa ne può capire di ambiente o rifiuti
qualcuno che nella propria vita ha fatto solo lo sbirro aguzzino (so che mettere
i due termini è pleonastico)? Quello che interessava al governo Prodi, e che
interessa anche al governo Berlusconi – come mostra la scelta di riconfermare al
suo posto lo sbirro torturatore – non è chiaramente il trovare la soluzione
migliore per la salute delle persone, dell'ambiente e delle comunità, ma il
gestire tali questioni con fare militaresco, poiché l'unica cosa che conta è
dimostrare che "lo Stato c'è". Basti pensare, per ribadire la totale
incompetenza del commissario già torturatore De Gennaro, che costui aveva
individuato dei siti per la realizzazione delle discariche, garantendo che
fossero "sicuri". Solo la mobilitazione delle comunità locali, con proteste e
occupazioni, con sbirri tanto coraggiosi quanto trincerati dietro caschi, scudi
e manganelli, che hanno assaltato anche vecchi e bambini (tra i bambini causando
anche un contuso), ha spinto gli stessi organi sanitari a compiere più
dettagliate analisi, che hanno dimostrato come le popolazioni avessero ragione
sulla pericolosità di quei siti individuati: lo stesso De Gennaro ha dovuto
ammettere l'errore. Che cosa sarebbe successo se le popolazioni avessero dato
retta all'allora governo Prodi di "non rompere le scatole" o avessero ceduto
alle violenze sbirresche? Lo Stato avrebbe avuto ragione, anche accantonando il
buon senso e la ragionevolezza.
L'altro
figuro è il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso,
nominatosottosegretario per l'emergenza rifiuti, che già alcuni anni orsono
gestì l'emergenza con il suo modo di fare arrogante, autoritario e fascista e
che, per quanto ne dicano politicanti e opinionisti televisivi dalla scarsa
memoria, si dimise non per i dissapori con l'allora ministro dell'ambiente
Alfonso Pecoraro Scanio, ma perché la sua macchina fu accerchiata e rischiò in
quell'occasione di essere linciato dalla folla.
Mi
domando come non memore del rischio passato ritorni oggi alla ribalta,
rischiando altri attacchi. Il suo modo di fare, infatti, che rappresenta una
continua istigazione a delinquere per quanti si trovino intorno a lui, rischia
di vederlo di nuovo coinvolto in tentativi di linciaggio, e può anche darsi che
questa volta non vada tutto così bene come nell'altro episodio.
Come mai
vengono riproposte sempre le stesse figure e le stesse soluzioni, come se si
pescassero appositamente le peggiori possibili? Come mai non si parla, anziché
di inceneritori, di filiera del riciclaggio, trattamento meccanico-biologico,
scomposizione bio-molecolare ed altre pratiche similari? Perché lo Stato non dà
l'incarico di gestire l'emergenza rifiuti a Paul Connett o a Maurizio Pallante,
tra i massimi esperti riguardo ai rifiuti ed a metodi di trattamento degli
stessi diversi dall'incenerimento/termovalorizzazione? Semplice: perché non
deve, non vuole, e non può; questo perché il compito dello Stato è fare gli
interessi non delle popolazioni e delle comunità, ma dei ceti dominanti nelle
loro variegate forme, in questo caso gli inceneritoristi dell'ACEA, i
costruttori/cementificatori alla Caltagirone, la camorra, amministratori locali
alla Bassolino e quant'altra feccia si ritrova in questa union sacrée.
L'ultima
perla è, tornando a bomba, il fatto che le discariche siano rese siti
d'interesse strategico nazionale. Continuando nel far vedere quanto l'intero
governo sia cazzuto, Carfagna compresa, si procede nella gestione militaresca
dell'emergenza, e nella militarizzazione degli spazi e dei territori, si vuole
mandare in galera (da 6 mesi a 1 anno) chi impedisca l'apertura delle
discariche, e chi (da 3 a 5 anni) organizzi presidi. Il governo e lo Stato
vogliono sbattere in galera chiunque si attivi e lotti per un diritto elementare
quale la salute propria e della propria comunità, avendo tra l'altro conclamata
ragione, come mostrano i passi indietro di De Gennaro di cui si è detto sopra.
Vorrò tra l'altro vedere se tale provvedimento riuscirà a trovare applicazione
se, come spero e mi auguro, le discariche continueranno ad essere presidiate ed
invase da migliaia e migliaia di persone, tra cui gente comune, anziani e
bambini; voglio vedere con che coraggio lo Stato potrà sbattere in galera
migliaia di persone alla volta, tra cui molte inoffensive. La finta opposizione
di Partito Democratico, Italia dei Valori e Unione di Centro, tutta compatta nel
frattempo plaude al governo, dimostrando come essa non sia altro che un
opposizione "di" regime, che fa il gioco delle parti per dimostrare l'esistenza
formale della democrazia nell'Italia dello stato d'eccezione permanente.
Di fronte
a quella che ritengo sia una vera e propria dichiarazione di guerra dello Stato
contro le comunità e le popolazioni locali, penso sia necessario rispondere con
tutta la forza di cui si dispone, facendo a nostra volta guerra allo Stato. E'
necessario continuare presidi ed occupazioni dove già ci siano, così da rendere
nullo ed ineffettivo il provvedimento del governo; presidi ed occupazioni, così
come la partecipazione a questi deve anzi aumentare per dimostrare più
efficacemente la forza delle comunità. Lancerei inoltre l'idea che nelle aree
liberate si sviluppino forme di contropotere assembleari ed autogestionarie, che
le diverse aree liberate siano raggruppate nella Confederazione delle
Municipalità Italiche Liberate (COMIL) in lotta contro Stato e governo anche
attraverso la costituzione dell'Esercito Confederale Italico di Liberazione
(ECIL), con compiti di risposte ad eventuali violenze dell'esercito contro la
popolazione.
Lo Stato
ci dichiara guerra? Guerra alla guerra dello Stato, possiamo vincere!
persapernedipiù:
Sito
contro gli inceneritori:
http://www.inceneritori.org/
Rifiuti
Zero Campania:
http://rifiutizero.nunserver.org/
Federico
Valerio:
http://federicovalerio.splinder.com/
Stefano
Montanari:
http://www.stefanomontanari.net/
Caltagirone spa:
http://caltagironespa.caltanet.it/main.phtml
ACEA:
http://www.aceaspa.it/pagine/Index.asp
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