“Non esistono
generi cinematografici allo stato puro”[1]. “A causa della sua stessa natura
il cinema propende, per principio, alla mescolanza, alla contaminazione
culturale, alla diversità (armonica o disarmonica), alla commercializzazione
di idee altrui a servirsi di linguaggi di provenienza diversa, e non permette
che esista una qualsivoglia purezza naturale.”
Questo è in sintesi il pensiero di Josè Maria Latorre un’autore di romanzi
d’avventura per ragazzi.
Il cinema pur disponendo d’una sintassi propria, che non sempre è stata
applicata come tale, soprattutto durante gli ultimi decenni, in cui i diversi
fattori socioeconomici hanno a poco a poco trasformato il cinema in qualcosa
di diverso da ciò che era in passato – si tratta d’un mezzo espressivo che ha
utilizzato, come dice Latorre , regole, tonalità narrative e figurative
provenienti da altre arti.
Il cinema , generalizzando un po’, ha preso come archetipi le sorelle
maggiori: letteratura, scultura, pittura, musica, e teatro diventando punti
insostituibili che hanno contribuito alla formazione d’una propria identità.
Questi processi narrativi, queste composizioni plastiche , uso del colore,
sinfonie musicali che si mescolano con le immagini, sono passati attraverso il
filtro del medium cinematografico, e della sua sintassi. Questo rapporto di
dipendenza del cinema , la sintassi stessa, ha subito un’evoluzione, o meglio
una degenerazione che col tempo è divenuta inevitabile .
Trattare un argomento di questo tipo, richiederebbe ancor di più uno studio
approfondito, e mi porterebbe fuori strada dal discorso cui sono partito ma
risulta fondamentale nella definizione del genere d’avventura.
Questo preambolo iniziale mi serve a dire che esistono due elementi impuri nel
cinema d’avventura: il cinema come mezzo espressivo, e come genere.
Tuttavia riprendendo il discorso di Latorre, non dovrebbero esistere i generi
puri, oppure sono delle convenzioni create ad hoc per suddividere il materiale
del cinema mondiale?
Sarebbe assurdo, però, affermare che il cinema d’avventura non esiste come
tale.
Se esiste il concetto di genere si deve ammettere anche l’esistenza d’un
cinema d’avventura.
È vero che la nozione di genere implica una sorta di etichetta all’interno di
alcune coincidenze tematiche espressive, formali che si legano fra loro.
Nonostante ci siano delle serie difficoltà nel definire il cinema di genere,
quasi tutti sanno o credono di sapere cos’è un horror, o un thriller, un
colossal, un western un film di fantascienza, o un melodramma ma pochi possono
sapere , se non in maniera superficiale cosa sia il cinema d’avventura.