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Con
l'impeto in pectore il militare incede senza mai fermarsi, forgiando giorno dopo
giorno la realtà che lo circonda.
L'impeto è il fare spocchioso che lo porta ad essere il tassello del grande
mosaico di disciplina ed onore che in Patria e nel mondo si sta costruendo.
L'impeto è l'imperturbabile vincolo che lega passato e presente, realtà ed
interpretazione, un passo avanti od uno arretrando.
Il militare deve essere il naturale interprete delle esigenze di chi vuole
contare di più.
Lui avanza sempre col mento alto verso gli obbiettivi indicati dallo Stato e
dalla gente.
Non gli basta raggiungere la meta, la vuole conquistare.
Non gli basta portare la democrazia, aspira alla pace.
Non gli basta indicare il problema, ma della pace vuole essere l'artefice.
Investito dalla gente come supremo difensore di libertà, il militare dedica la
propria vita alla bandiera che sventola nel suo petto, agitata non dall'inerzia
delle sue voluttà ma dall'impeto che, con il battito del suo cuore, ne scandisce
i passi verso un futuro fatto di impegno, obbiettivi e certezze.
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