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di
Nico Camilli
(Presidente
Provinciale di Azione Giovani Terni)
Concluso il convegno “Una comune responsabilità per il futuro
della città” organizzato dal nostro vescovo Paglia, ma non il
dibattito che esso ha originato, anche Azione Giovani (movimento
giovanile di AN), non ufficialmente invitata, al contrario di
altri movimenti giovanili di schieramenti avversi, vuole dire la
propria.
Siamo stati presenti ad entrambi i giorni dei lavori
congressuali, abbiamo ascoltato tutti gli interventi, ci siamo
posti domande ed abbiamo tratto alcune considerazioni,
squisitamente personali.
In linea di massima, nella nostra analisi sull’agenda di
Diotallevi e sulle sue 5 cose da prendere e 5 cose da lasciare
per il futuro, non possiamo non concordare sulla lista degli
elementi da portare con noi.
Indubbiamente però, a pare nostro, ci sono nella nostra città
anche altre realtà meritevoli di sviluppo e crescita futura
sulle quali puntare: la festa di San Valentino, citata più volte
dal vescovo, ma solo come data per un futuro incontro; le nostre
potenziali attrattive turistiche in generale, come la Cascata
delle Marmore, Carsule, Piediluco, gli agriturismo, i borghi
medievali, su cui non abbiamo sentito una sola parola; gli
Studios di Papigno, abbandonati dall’attuale amministrazione e
citati solamente dai rappresentanti cinematografici; e,
soprattutto, i Giovani. Si è fatto troppo poco affidamento sui
giovani e ciò è stato dimostrato anche dall’età media dei
partecipanti allo stesso convegno (50 circa), si, sì è parlato
di ricambio della classe dirigente, ma da dove li andranno a
pescare i futuri dirigenti se non sono stati nemmeno
interpellate le associazioni ed i movimenti da dove potrebbero
forgiarsi?
In riferimento invece, alle 5 componenti da lasciarsi alle
spalle, sinceramente ci aspettavamo qualcosa di meglio, crediamo
che non ci sia stata, in questo senso, la reale volontà, o il
necessario coraggio di individuare i veri elementi del
“declino”: - l’attuale classe dirigente! Vecchia, dispotica,
clientelare e “conservatrice”, intenta a perpetrare, per dirla
con Marx, la propria ideologia, dove per ideologia si intende
una rappresentazione falsa e deformata della realtà, derivante
da interessi di classe, atta al mantenimento del potere della
stessa classe dominante.
Ma ciò che più ci è saltato a gli occhi è stata la mancanza di
una vera e propria “nuova idea” per e di Terni, capace di
rivoluzionare la città e la sua identità, come ad esempio lo era
stata, il centro fieristico proposto da Messi nella scorsa
campagna elettorale, o la più volte acclamata “città dello
sport”. L’unica novità, anche se provocatoria e stravagante, ma
proprio per questo rivoluzionaria, è stata quella della
Presidente di Indisciplinarte, con Terni capitale europea della
cultura. Personalmente, noi di Azione Giovani, dal convegno ci
aspettavamo proposte del genere, un nuovo modello della città
che non fosse un restailing di qualcosa già in essere.
Migliorare e sviluppare ciò che di buono già c’è ci sembra
un’ovvietà. Se poi fino ad oggi non si è migliorato e sviluppato
nulla, crediamo sia chiaro di chi sia la colpa.
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