-Key Words:

PoliticaCrimini Comunisti, Silvio Berlusconi, Governo, Popolo della Libertà, La Storia, Approfondimenti, Speciali, Forum, News, Quotidiani, Telegiornali, Chat, Redazione;

 

 

Bentornati su ParlaPerTE.com - LEGGI tutti i giornali ogni giorno e gratis, GUARDA tutte le immagini delle gallerie fotografiche, APPROFONDISCI leggendo gli speciali di politica e societa', VISITA l'archivio multimediale di ParlaPerTE.com colmo di materiale audio video, VIVI ParlaPerTE.com scrivendo nel forum, lasciando messaggi nella chat, inviando articoli o semplicemente lasciando il vostro contatto MSN MESSENGER...                    ...BUONA VISIONE!

 

#Cinema & Teatro

Western: i Personaggi;

L’eroe: l’eroe del film è il westerner, l’uomo del west. Il westerner sarebbe la reincarnazione del prode cavaliere. Fisicamente si presenta nelle sembianze del tall slim Americain, è caratterizzato da calma, precisione di tiro, senso dell’umorismo, integrità morale riflessa nel fisico, solitudine.

Più che per la buona causa, lotta per salvare l’integrità dell’immagine che deve dare di sé: in questo, sarebbe l’esemplificazione del gentleman moderno o del Dandy. L’ambiguità che risulta dalle domande che non si può fare a meno di porsi sul suo agire conferisce alla sua figura una certa malinconia.

Rispetto a lui, l’uomo dell’est è insignificante. Essendo un cittadino, può essere, indifferentemente, un individuo corrotto, codardo o ridicolo. Trapiantato nel west, è soltanto un goffo Tenderfoot che non sa usare la pistola. I western parodistici, hanno fatto ampio ricorso a tale situazione esempio(La bionda e lo sceriffo)o(Cowboy ) con il grande Jack Lemmon. L’eroe schiaccia l’uomo dell’est con il suo disprezzo, poiché porta le armi, le sa usare a meraviglia e sa andare a cavallo. Il tenderfoot è soltanto un pedone disarmato ed invidioso. Una particolarità: non sempre l’eroe è giovane e bello. In certi film si accompagna al personaggio anziano, un giovanotto, al quale il primo fa da mentore e guida spirituale.

Il compagno dell’eroe: Salvo casi eccezionali, non ha un ruolo essenziale nel racconto. Conosce il suo momento di gloria nel 1925 e il 1950. In seguito, sopravvive nella figura dell’old timer.

La sua funzione è quella di far ridere o far sorridere, e il suo fisico sgraziato può renderlo simpatico. Egli serve principalmente per far risaltare il ruolo dell’eroe.

Il villain: Chiamato indifferentemente bad man, bad guy,o heavy, egli è il cattivo di turno. La sua funzione è quella di provocare una disgrazia, diffondere calunnie, fare del male: senza di lui, non ci sarebbe racconto.

I cattivi tradizionali si dividono in due categorie, quelli che pensano e i violenti. I primi cercano di accrescere il proprio potere; sono i politici corrotti, grandi proprietari di bestiame che aspirano ad impadronirsi di terre altrui, impediscono la costruzione della ferrovia transcontinentale, vendono armi e acquavite agli indiani. Hanno un ruolo rispettabile nel contesto sociale, vestono impeccabilmente e portano i baffi.

Hanno assoldato uno sceriffo corrotto, o una banda di assassini, il cui comportamento e modo di vestire sono di gran lunga meno raffinati del loro padrone; la loro doppia identità trova riscontro in due locali della casa: il salotto in cui ricevono i notabili, lo studio dove impartiscono ordini agli scagnozzi. In mezzo a questi ultimi, assassini a pagamento o banditi organizzati in bande, c’è spesso un grosso messicano. L’azione più spregevole del cattivo consiste nel rubare al padre dell’eroina o assassinare lo stesso e impadronirsi dei suoi beni, generando l’automatico pathos.

Il cattivo segnala la sua presenza tramite alcuni particolari che col tempo si sono modificati: picchiare un bambino o un cane, fumare, bere o portare i baffi sono altrettanti dettagli sufficienti per informare il pubblico, dagli anni venti fino agli anni quaranta, e a indicargli infallibilmente gli scellerati.

L’assassino di professione si riconosce da un ghigno, da un tic: a seconda del periodo, getta occhiate in tutte le direzioni, o cammina rigido con lo sguardo freddo. Il loro colore tipico è il nero, anche se ci sono eccezioni, dove l’eroe, che di solito veste di bianco, si ritrova a l’ambiguo ruolo di eroe e assassino non come Audie Murphy in la pallottola senza nome.

I tratti degli assassini nevrotici, sono comunque accentuati. Jack Elam in l’uomo dell’est, ne costituisce un buon esempio. Questi assassini si radono raramente e scoppiano in risate brutali e tipico dei western italiani, che l’hanno come canovaccio del bad guy.

La donna: Come ha scritto Christian Metz, la donna bianca , che incarna il più delle volte i valori del west, <esprime simbolicamente (e incoraggia nei fatti)una brutta china che egli(l’uomo del west) finirà poi per non seguire, una tentazione di fissità sedentaria, di rinuncia dell’estetismo delle cause per se e dei combattimenti polverosi, ossia un magico pericolo di caduta nelle mollezze della vita, il tradimento delle amicizie, la degradazione etica>.Quindi le uniche donne che possono esser amate “senza rischi” sono quelle di colore, le straniere, le meticcie, le emarginate, le avventuriere, tutte donne destinate prima o poi, in un modo o nell’altro, a scomparire.

Proprio il contrario della donna del focolare, o della madre dei film di John Ford: è nella persona della madre che si incarna , nella poetica fordiana , le figura della legge ideale. Spesso, del resto, come in Alba di gloria, in quella d’una madre vedova, guardiana della legge del padre defunto.

È a lei che gli uomini (il reggimento) sacrificano la causa del loro desiderio, ed è sotto la sua guida che si svolge la festa fordiana, che consiste di fatto in un simulacro di rapporto sessuale, dal quale è bandito ogni effettivo desiderio. L’eroina è spesso proprietaria di un ranch e di una mandria di buoi rubati da uomini senza scrupoli, dai quali l’eroe dovrà proteggerla. La donna può anche offrire l’occasione per attuare una vendetta: da qui gli esempi di fidanzate uccise, violentate o rapite(l’albero della vendetta, Il giorno della vendetta,Rancho notorius…) Una coppia di donne può anche rivestire un ruolo allegorico rispetto al personaggio maschile: il vizio e la virtù; ed allora sarà il primo a sacrificarsi per lasciare il posto alla seconda (Sfida infernale,La campana ha suonato, Terra lontana, Mezzogiorno di Fuoco). Secondo Anthony Mann il ruolo della donna sarebbe di cornice “in effetti, si introduce sempre una donna nel western, perché, senza la donna non funzionerebbe”. Tuttavia non è così. Spesso si rimane colpiti per la tipologia e per la varietà dei personaggi che mette in scena: dalla giovane virtuosa, alla prostituta dal grande cuore, non sono sempre gli unici : quello dell’istitutrice ad esempio, capo banda (40 pistole), avvocato (il passo del diavolo), giornalista(Lady Texas), dottoressa antropologa in (ucciderò Willy Kid).

I gruppi sociali: Credo che il tutto si possa ricondurre a due tipologie.

La figura del colono- pioniere, e quella del viaggiatore, tema molto caro al west.

I coloni , o pionieri, sono umili famiglie o famiglie agiate di grandi proprietari terrieri, sono dominate sia dalla figura della madre(Sentieri Selvaggi di John Ford), sia quella del padre(Duello al sole di King Vidor), entrambe autoritarie. Nelle famiglie benestanti, il padre è un grande e dispotico proprietario di bestiame, che esercita la sua autorità su familiari e dipendenti. La famiglia del west si riunisce tramite pasti o dei festeggiamenti, nei quali possono incontrarsi anche due famiglie vicine. Essa però rischia di sfaldarsi a causa di rivalità (tra fratelli che si odiano). Così il figlio meno amato fugge dal focolare o ne viene estromesso dal padre. La figura del nomade o del viaggiatore appartiene alla categoria del fuorilegge e la sua banda, il barquero o conduttore di diligenza, i cacciatori di pelliccie, gli attori ambulanti e infine l’eroe, il westerner.

Mentre sono indipendenti le figure dell’esercito e la banda del fuorilegge che, al di là dei ruoli, sembrano assomigliarsi .

L’esercito è retto da codici rigidi(gerarchia, disciplina…) la vita del forte (il rapporto, l’ispezione, il saluto alla bandiera…)è stata descritta da John Ford nel suo ciclo della cavalleria (il massacro di Fort Apache, i cavalieri del Rio Bravo).

L’uniforme è quella delle giacche azzurre, dato che quella dei sudisti appartiene in genere ai prigionieri. I personaggi che si avvicendano sono quella dell’ufficiale, inflessibile al regolamento ma cha ama i suoi uomini (John Wayne), l’ufficiale o il sottoufficiale sadico, il sotto ufficiale che ha ancora molto da imparare, il sergente irlandese etc.

La banda dei fuorilegge abbiamo detto, presenta delle somiglianze con l’esercito. Si sposta in blocco, anch’essa ha una sua gerarchia., prevede perfino una disciplina: un parallelismo che fuoriesce dal celebre film Il mucchio Selvaggio. Alcuni rituali come la preparazione del piano d’attacco , la divisione del bottino, che corrisponde al pagamento del salario, risultano simili. Tra i suoi personaggi, emergono le figure del capo e del suo luogotenente che è anche il suo antagonista, il vigliacco o il traditore, il giovane assassino nevrotico, il mentecatto.

A parte l’esercito, la città costituisce il gruppo sociale più coerente. A ognuna delle sue funzioni corrisponde una professione: Il giornalista, l’istitutrice, lo sceriffo, il parrucchiere-barbiere, il padrone di saloon con tanto di intrattenitrici in abiti molto succinti, pianista e a volte musicisti, l’oste, il becchino, il boia, il giudice-avvocato, gli impiegati di banca, il sindaco, l’uomo d’affari, il politicante (spesso corrotto) ,lo speziale, il medico, il coro di donne oneste, il pastore, alcuni vecchietti, gli oziosi seduti accanto alla porta di casa, poca gente di colore, indiani, neri o cinesi.

Nel western, il nero è relegato per lo più a ruoli di second’ordine: è ben noto lo stereotipo del servitore ingenuo, pauroso ma fedele. Gli Asiatici invece viene dato il ruolo di servitori o addetti alle rotaie, il che li riduce a sagome od ombre.

L’indiano: è talmente legato al genere , che la lingua popolare ha impiegato con la stessa frequenza dell’espressione “film di cowboy”, quella “film di indiani”. Ma ci sono numerosi western senza indiani, o western dove la loro è solo una mera partecipazione all’interno del film. Essi sono ridotti a fare le comparse smarrite nel mondo dei bianchi: per le strade di una città, nei dintorni d’un forte…

I pellerossa sono divisi in tribù (Apaches, Chayenne, Mohicani, Sioux, Kiowa, Irochesi, Cherokee…) o di capi (Cochise, Geronimo…) un intero vocabolario che rimanda agli indiani o all’immagine guerriera che viene loro associata. L’indiano incarna in effetti la violenza, la morte, il pericolo, la perfidia (gli indiani assunti nei ranch o nell’esercito come esploratori sono spesso spie). Si fa riferimento spesso agli Apaches, è perché essi avevano fama di esser crudeli. Lo stereotipo del selvaggio assetato di sangue si diffuse di pari passo con quello dell’indiano nobile e coraggioso. L’indiano è quindi il più delle volte un guerriero, e i personaggi più importanti della tribù sono lo stregone, sempre ostile ai bianchi, e il capo, che, a volte, diviene la figura dell’antagonista dell’eroe bianco, come in Sentieri Selvaggi di John Ford o in La notte dell’Agguato.

 

Torna Indietro

 

 

Data Creazione/Modifica: 08-02-09

#Advertising...

 

# ParlaPerTE LIVE!

Forum Articoli dei Lettori
Redazione di ParlaPerTE.com Giornali Italiani e Stranieri

 

# ParlaPerTE UTILITIES!

Contatta la Redazione Aggiungi ParlaPerTE tra i Preferiti
Sia ParlaPerTE la Nuova Home Giornali Italiani e Stranieri

 

# ParlaPerTE CHAT!

 

# ParlaPerTE STATISTIC!