L’eroe:
l’eroe del film è il westerner, l’uomo del west. Il westerner sarebbe la
reincarnazione del prode cavaliere. Fisicamente si presenta nelle sembianze
del tall slim Americain, è caratterizzato da calma, precisione di tiro, senso
dell’umorismo, integrità morale riflessa nel fisico, solitudine.
Più che per la buona causa, lotta per salvare l’integrità dell’immagine che
deve dare di sé: in questo, sarebbe l’esemplificazione del gentleman moderno o
del Dandy. L’ambiguità che risulta dalle domande che non si può fare a meno di
porsi sul suo agire conferisce alla sua figura una certa malinconia.
Rispetto a lui, l’uomo dell’est è insignificante. Essendo un cittadino, può
essere, indifferentemente, un individuo corrotto, codardo o ridicolo.
Trapiantato nel west, è soltanto un goffo Tenderfoot che non sa usare la
pistola. I western parodistici, hanno fatto ampio ricorso a tale situazione
esempio(La bionda e lo sceriffo)o(Cowboy ) con il grande Jack Lemmon. L’eroe
schiaccia l’uomo dell’est con il suo disprezzo, poiché porta le armi, le sa
usare a meraviglia e sa andare a cavallo. Il tenderfoot è soltanto un pedone
disarmato ed invidioso. Una particolarità: non sempre l’eroe è giovane e
bello. In certi film si accompagna al personaggio anziano, un giovanotto, al
quale il primo fa da mentore e guida spirituale.
Il compagno dell’eroe: Salvo casi eccezionali, non ha un ruolo essenziale nel
racconto. Conosce il suo momento di gloria nel 1925 e il 1950. In seguito,
sopravvive nella figura dell’old timer.
La sua funzione è quella di far ridere o far sorridere, e il suo fisico
sgraziato può renderlo simpatico. Egli serve principalmente per far risaltare
il ruolo dell’eroe.
Il villain: Chiamato indifferentemente bad man, bad guy,o heavy, egli è il
cattivo di turno. La sua funzione è quella di provocare una disgrazia,
diffondere calunnie, fare del male: senza di lui, non ci sarebbe racconto.
I cattivi tradizionali si dividono in due categorie, quelli che pensano e i
violenti. I primi cercano di accrescere il proprio potere; sono i politici
corrotti, grandi proprietari di bestiame che aspirano ad impadronirsi di terre
altrui, impediscono la costruzione della ferrovia transcontinentale, vendono
armi e acquavite agli indiani. Hanno un ruolo rispettabile nel contesto
sociale, vestono impeccabilmente e portano i baffi.
Hanno assoldato uno sceriffo corrotto, o una banda di assassini, il cui
comportamento e modo di vestire sono di gran lunga meno raffinati del loro
padrone; la loro doppia identità trova riscontro in due locali della casa: il
salotto in cui ricevono i notabili, lo studio dove impartiscono ordini agli
scagnozzi. In mezzo a questi ultimi, assassini a pagamento o banditi
organizzati in bande, c’è spesso un grosso messicano. L’azione più spregevole
del cattivo consiste nel rubare al padre dell’eroina o assassinare lo stesso e
impadronirsi dei suoi beni, generando l’automatico pathos.
Il cattivo segnala la sua presenza tramite alcuni particolari che col tempo si
sono modificati: picchiare un bambino o un cane, fumare, bere o portare i
baffi sono altrettanti dettagli sufficienti per informare il pubblico, dagli
anni venti fino agli anni quaranta, e a indicargli infallibilmente gli
scellerati.
L’assassino di professione si riconosce da un ghigno, da un tic: a seconda del
periodo, getta occhiate in tutte le direzioni, o cammina rigido con lo sguardo
freddo. Il loro colore tipico è il nero, anche se ci sono eccezioni, dove
l’eroe, che di solito veste di bianco, si ritrova a l’ambiguo ruolo di eroe e
assassino non come Audie Murphy in la pallottola senza nome.
I tratti degli assassini nevrotici, sono comunque accentuati. Jack Elam in
l’uomo dell’est, ne costituisce un buon esempio. Questi assassini si radono
raramente e scoppiano in risate brutali e tipico dei western italiani, che
l’hanno come canovaccio del bad guy.
La donna: Come ha scritto Christian Metz, la donna bianca , che incarna il più
delle volte i valori del west, <esprime simbolicamente (e incoraggia nei
fatti)una brutta china che egli(l’uomo del west) finirà poi per non seguire,
una tentazione di fissità sedentaria, di rinuncia dell’estetismo delle cause
per se e dei combattimenti polverosi, ossia un magico pericolo di caduta nelle
mollezze della vita, il tradimento delle amicizie, la degradazione
etica>.Quindi le uniche donne che possono esser amate “senza rischi” sono
quelle di colore, le straniere, le meticcie, le emarginate, le avventuriere,
tutte donne destinate prima o poi, in un modo o nell’altro, a scomparire.
Proprio il contrario della donna del focolare, o della madre dei film di John
Ford: è nella persona della madre che si incarna , nella poetica fordiana , le
figura della legge ideale. Spesso, del resto, come in Alba di gloria, in
quella d’una madre vedova, guardiana della legge del padre defunto.
È a lei che gli uomini (il reggimento) sacrificano la causa del loro
desiderio, ed è sotto la sua guida che si svolge la festa fordiana, che
consiste di fatto in un simulacro di rapporto sessuale, dal quale è bandito
ogni effettivo desiderio. L’eroina è spesso proprietaria di un ranch e di una
mandria di buoi rubati da uomini senza scrupoli, dai quali l’eroe dovrà
proteggerla. La donna può anche offrire l’occasione per attuare una vendetta:
da qui gli esempi di fidanzate uccise, violentate o rapite(l’albero della
vendetta, Il giorno della vendetta,Rancho notorius…) Una coppia di donne può
anche rivestire un ruolo allegorico rispetto al personaggio maschile: il vizio
e la virtù; ed allora sarà il primo a sacrificarsi per lasciare il posto alla
seconda (Sfida infernale,La campana ha suonato, Terra lontana, Mezzogiorno di
Fuoco). Secondo Anthony Mann il ruolo della donna sarebbe di cornice “in
effetti, si introduce sempre una donna nel western, perché, senza la donna non
funzionerebbe”. Tuttavia non è così. Spesso si rimane colpiti per la tipologia
e per la varietà dei personaggi che mette in scena: dalla giovane virtuosa,
alla prostituta dal grande cuore, non sono sempre gli unici : quello
dell’istitutrice ad esempio, capo banda (40 pistole), avvocato (il passo del
diavolo), giornalista(Lady Texas), dottoressa antropologa in (ucciderò Willy
Kid).
I gruppi sociali: Credo che il tutto si possa ricondurre a due tipologie.
La figura del colono- pioniere, e quella del viaggiatore, tema molto caro al
west.
I coloni , o pionieri, sono umili famiglie o famiglie agiate di grandi
proprietari terrieri, sono dominate sia dalla figura della madre(Sentieri
Selvaggi di John Ford), sia quella del padre(Duello al sole di King Vidor),
entrambe autoritarie. Nelle famiglie benestanti, il padre è un grande e
dispotico proprietario di bestiame, che esercita la sua autorità su familiari
e dipendenti. La famiglia del west si riunisce tramite pasti o dei
festeggiamenti, nei quali possono incontrarsi anche due famiglie vicine. Essa
però rischia di sfaldarsi a causa di rivalità (tra fratelli che si odiano).
Così il figlio meno amato fugge dal focolare o ne viene estromesso dal padre.
La figura del nomade o del viaggiatore appartiene alla categoria del
fuorilegge e la sua banda, il barquero o conduttore di diligenza, i cacciatori
di pelliccie, gli attori ambulanti e infine l’eroe, il westerner.
Mentre sono indipendenti le figure dell’esercito e la banda del fuorilegge
che, al di là dei ruoli, sembrano assomigliarsi .
L’esercito è retto da codici rigidi(gerarchia, disciplina…) la vita del forte
(il rapporto, l’ispezione, il saluto alla bandiera…)è stata descritta da John
Ford nel suo ciclo della cavalleria (il massacro di Fort Apache, i cavalieri
del Rio Bravo).
L’uniforme è quella delle giacche azzurre, dato che quella dei sudisti
appartiene in genere ai prigionieri. I personaggi che si avvicendano sono
quella dell’ufficiale, inflessibile al regolamento ma cha ama i suoi uomini
(John Wayne), l’ufficiale o il sottoufficiale sadico, il sotto ufficiale che
ha ancora molto da imparare, il sergente irlandese etc.
La banda dei fuorilegge abbiamo detto, presenta delle somiglianze con
l’esercito. Si sposta in blocco, anch’essa ha una sua gerarchia., prevede
perfino una disciplina: un parallelismo che fuoriesce dal celebre film Il
mucchio Selvaggio. Alcuni rituali come la preparazione del piano d’attacco ,
la divisione del bottino, che corrisponde al pagamento del salario, risultano
simili. Tra i suoi personaggi, emergono le figure del capo e del suo
luogotenente che è anche il suo antagonista, il vigliacco o il traditore, il
giovane assassino nevrotico, il mentecatto.
A parte l’esercito, la città costituisce il gruppo sociale più coerente. A
ognuna delle sue funzioni corrisponde una professione: Il giornalista,
l’istitutrice, lo sceriffo, il parrucchiere-barbiere, il padrone di saloon con
tanto di intrattenitrici in abiti molto succinti, pianista e a volte
musicisti, l’oste, il becchino, il boia, il giudice-avvocato, gli impiegati di
banca, il sindaco, l’uomo d’affari, il politicante (spesso corrotto) ,lo
speziale, il medico, il coro di donne oneste, il pastore, alcuni vecchietti,
gli oziosi seduti accanto alla porta di casa, poca gente di colore, indiani,
neri o cinesi.
Nel western, il nero è relegato per lo più a ruoli di second’ordine: è ben
noto lo stereotipo del servitore ingenuo, pauroso ma fedele. Gli Asiatici
invece viene dato il ruolo di servitori o addetti alle rotaie, il che li
riduce a sagome od ombre.
L’indiano: è talmente legato al genere , che la lingua popolare ha impiegato
con la stessa frequenza dell’espressione “film di cowboy”, quella “film di
indiani”. Ma ci sono numerosi western senza indiani, o western dove la loro è
solo una mera partecipazione all’interno del film. Essi sono ridotti a fare le
comparse smarrite nel mondo dei bianchi: per le strade di una città, nei
dintorni d’un forte…
I pellerossa sono divisi in tribù (Apaches, Chayenne, Mohicani, Sioux, Kiowa,
Irochesi, Cherokee…) o di capi (Cochise, Geronimo…) un intero vocabolario che
rimanda agli indiani o all’immagine guerriera che viene loro associata.
L’indiano incarna in effetti la violenza, la morte, il pericolo, la perfidia
(gli indiani assunti nei ranch o nell’esercito come esploratori sono spesso
spie). Si fa riferimento spesso agli Apaches, è perché essi avevano fama di
esser crudeli. Lo stereotipo del selvaggio assetato di sangue si diffuse di
pari passo con quello dell’indiano nobile e coraggioso. L’indiano è quindi il
più delle volte un guerriero, e i personaggi più importanti della tribù sono
lo stregone, sempre ostile ai bianchi, e il capo, che, a volte, diviene la
figura dell’antagonista dell’eroe bianco, come in Sentieri Selvaggi di John
Ford o in La notte dell’Agguato.