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Silvio
Berlusconi. Questa vittoria è sua. E parlo di vittoria pur sapendo bene che in
realtà alle disfatte fanno da contraltare i trionfi: dato che la sinistra
comunista è stata dissolta dall' inettitudine delle sue scelte e il fantomatico
Partito Democratico ha confermato numeri da debacle, non possiamo che parlare di
fulgida affermazione de Il Popolo della Libertà.
Il Cavaliere è stato 5 volte candidato premier nonché 4 volte (a questo punto)
Presidente del Consiglio. Di fronte alle sue vittorie, ogni volta, gli
osservatori tendono a oscillare tra incredulità e rassegnazione: in poche
parole, se Berlusconi viene eletto, o c’è un inganno o gli italiani sono
stupidi. Paranoie e generalizzazioni. Chi vi parla alla stessa maniera dovrebbe
essere dell’idea che gli elettori delle sinistre siano solo spaccavetrine
no-global, rasta nullafacenti, figli di papà e operai indottrinati dai
sindacati. Ma non è così.
L’elettore, uomo o donna che sia, compie la scelta curando gli interessi propri
e, di riflesso, dello stato in cui vive. L’Italia, presa sottobraccio troppe
volte da falsi amici, oggi ha in parlamento finalmente poche bandiere di partito
a contendersi la sua benevolenza. E questo è un bene supremo, la novità delle
novità.
Chi vi parla ha limpidamente compiuto prima di queste elezioni il dovuto
endorsement a favore del candidato premier del centro-destra.
Personalmente ho giustificato questa scelta per poche ma semplici ragioni che di
seguito vado a spiegare.
Ho innanzitutto apprezzato il modo con cui l’Italia ha reagito alla crisi
internazionale 2001/2006, ho colto la conseguente necessità di proseguire per
quel percorso già tracciato in quegli anni, ho reagito alla esigenza degli
italiani d’uscire dal quadro buio nel quale ci avevano sbattuti negli ultimi 2
anni colori i quali, con ipocrisia, hanno tentato inutilmente di riappropriarsi
d’un potere che non meritavano di conquistare nuovamente, sfruttando il volto
sciacquato d’un Veltroni rimesso a nuovo. Grazie all’intelligenza degli elettori
quest’opera di maquillage non ha avuto l’esito sperato dagli amici di Prodi.
Da elettore sono soddisfatto, da simpatizzante sono contento. Ora non esistono
scuse, ora. C'e' una maggioranza (finalmente) certa e indiscutibile, ci sono
(finalmente) pochi partiti in parlamento, ci può essere un governo delle
maggioranze invece che delle minoranze come e' stato fino ad adesso. Ora basta
cercare complotti, scuse, vittimismi: inizino a lavorare. Non voglio sentir
parlare di né Casini né di comunisti. C’è una maggioranza molto ampia al senato
e schiacciante alla camera, tutto è andato come voleva Silvio Berlusconi, come
hanno voluto gli Italiani. Bisogna rimboccarsi le maniche.
Ha parlato di Ici? Ha parlato di ridimensionamento della pubblica
amministrazione? Ha parlato di grandi opere? Ha parlato di bollo auto? Ha
parlato di Libano e politica estera? Ha parlato di Alitalia? Ha promesso molto,
mai sparlato. Il periodo dei miracoli è terminato. Tutto deve essere conquistato
con la forza della ragione, con unità, e con voglia di fare. Gli Italiani lo
hanno votato. Non ci sono scuse: da elettore di centrodestra mi impongo di
capire se il mio rincorrere una particolare politica è giustificata
dall’effettività qualità della stessa. Non ci sono scuse, vorrei darmi ragione e
additare una volta di più il sinistroide di turno e dirgli “hai sbagliato”. Non
sarebbe una mia vittoria, lo sarebbe dello stato in cui viviamo.
Ora questa realtà ci impone la giusta pacatezza nell’affrontare i problemi.
Veltroni già parla di governo ombra. Sempre lui fino a ieri blaterava di
opposizione seria, propositiva e costruttiva.
E’ tempo di applicazione e di ponderazione.
Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini, Umberto Bossi: oggi sono loro i
protagonisti, diano queste sinistre (seppur ridotte al lumicino) ed i sindacati
modo di lavorare con tranquillità a chi ha il compito di riportare sui binari il
nostro amato Belpaese.
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