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L’aspirazione di Giuseppe Mazzini era quella di diffondere
tra gli Italiani il “concetto religioso della propria Nazione”. La nostra Patria
ha la necessità d’essere guidata da persone che infondano nel popolo questo
principio. Non parlo d’un vecchio nazionalismo (che ha il demerito
d’estremizzare quello che è il profondo messaggio mazziniano), bensì d’un
patriottismo che sappia proporre i valori morali che raramente sono stati propri
dei cittadini italiani .
L’odio di classe proclamato a gran voce da partiti e
movimenti sinistroidi, porta la gente ad avere preoccupazione, angoscia e paura
del futuro.
E’ tempo di voltare pagina e aprire un nuovo capitolo di
Storia fatto di certezze. Imprenditori, borghesi, operai, pensionati e tutti gli
altri devono mettere da parte le differenze e marciare uniti, col fine ultimo di
conseguire solo ed esclusivamente il “bene”. Non si può fare grande una Nazione
con un “piccolo” popolo. Nessuno nutra delle illusioni o dei dubbi: sarebbe da
stolti averne.
La Nazione non è un raggruppamento accidentale e
temporaneo dei cittadini che vivono in essa. Con fermezza affermo che la Nazione
si nutre solo grazie al patrimonio fisico, morale e spirituale di tutti gli
individui. E’ proprio per questo che, come i governanti devono con devozione
assoluta servirla umilmente, anche il popolo e la gente tutta devono essere
considerati come servi della Nazione.
La Nazione deve essere l’emblema che rende forti e sicuri
tutti coloro che, con onestà, giustizia e amor patrio, la rispettano e la
servono. Tutti gli Italiani ne gioverebbero.
Stessa storia, stesso linguaggio, stessi costumi, stessi
interessi, stessi destini, stesso sangue: questa è una Nazione, una realtà da
rispettare.
Ora mi accingo a parlare d’una questione di cui avrò modo
di discorrere anche in seguito. L’accennerò brevemente .
E’ palese che il destino dell’Italia sia quello di far
parte d’una sorta di Stati Uniti d’Europa. Non è con rammarico che ne parlo,
dato che esigenze economiche e politiche di portata globale ci confrontano con
realtà che ci annullerebbero in breve tempo se affrontate senza adeguate
strategie.
Questo discorso, badate bene, non rende inutili e vane le
parole spese riguardo “l’Italia in quanto Nazione”. “L’Italia in quanto regione
europea” deve farsi propugnatrice dei medesimi valori. Ogni cittadino italiano,
forte d’una più che secolare esperienza nazionale, deve con orgoglio e fierezza
affrontare questa ennesima prova di maturità. L’impegno di ognuno servirà prima
di tutto a noi stessi, dato che un’Italia forte in Europa ci permetterà di
migliorare le condizioni nostre e di chi ci circonda.
Pensate che altre grandi nazioni europee come la Germania
o la Francia faranno facilmente a meno delle proprie identità nazionali ? Sono
convinto di no. Il processo di passaggio che stiamo vivendo ci sta mostrando che
cose che ci sembravano impossibili fino a due o tre anni fa oggi sono una realtà
più che mai attiva ed operativa.
Il Tricolore, l’italianità e il nostro passato ci
serviranno per fronteggiare con decisione un futuro (invero poco noto) che vedrà
la nostra Nazione svolgere un ruolo di protagonista assoluta in Europa come nel
Mondo.
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Indice
Premessa
CAPITOLO
PRIMO:
La Nazione,
l’Europa
CAPITOLO
SECONDO:
Lo Stato, il
Governo
CAPITOLO TERZO:
Politica
Estera, Forze Armate
CAPITOLO
QUARTO:
La Giustizia
CAPITOLO
QUINTO:
Ordine,Democrazia, Efficienza
CAPITOLO SESTO:
Economia,
Liberismo, Sindacati
CAPITOLO SETTIMO:
I
Nemici dello Stato
Conclusione
Fonti
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