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Come ho avuto modo di dire anche in precedenza, una grande
Nazione può diventare tale solo se grandi uomini operano affinché ciò avvenga.
Che nessuno osi remare contro i nuovi principi di progresso! I nemici dello
Stato sono numerosi e vivono tra noi. Agendo contro alcuni degli elementi su cui
esso si fonda, attaccano tutti coloro che lo rispettano.
L’elenco da me stilato non vuole assolutamente essere paragonato ad una lista di
proscrizione, bensì ha la funzione di mettere in guardia tutte le persone che
credono nello Stato e nel progresso.
Non ho scelto alcuna metodologia particolare nel numerare le varie categorie di
persone inserite nell’elenco, comunque hanno tutte in comune il fatto che
arrecano danno alla società e frenano lo sviluppo morale ed economico della
Nazione .
1) Senza dubbio gli ANARCHICI sono gli individui il cui pensiero si discosta
maggiormente dal mio. Il loro vivere senza regole prefissate sfocerebbe nel più
completo e assoluto disordine. Il mondo auspicato dagli anarchici non sarebbe
caratterizzato dall’illegalità solo perché di fatto non accettano leggi di alcun
genere. La totale libertà ben presto si trasformerebbe in una prevaricazione
sociale crudele, dato che non vi sarebbero leggi che regolarizzerebbero i
rapporti tra le persone.
L’ordine tra gli uomini non può esistere se non viene imposto da norme, leggi e
direttive che obblighino a vivere nel rispetto e nella giustizia. Ogni aspetto
della società deve essere analizzato e, con lo strumento infallibile della
legge, legittimato o vietato.
2) I COMUNISTI incarnano una mentalità illiberale e criminale. Fanno del
consociativismo e del rigido monopolio statale i loro principi insindacabili,
appiattendo verso il basso il livello economico d’una Nazione e non lasciando
spazio alla libera iniziativa privata. Il comunismo si scaglia contro
l’individualismo liberista, che esalta le gerarchie intellettuali e
imprenditoriali, mentre invece celebra una non meglio specificata “massa” di
uomini, il cosiddetto popolo. Non è certamente soffocando la creatività d’una
Nazione che ci si può confrontare in un contesto globale fatto di ricchezza e
libera concorrenza.
Comunisti e post-comunisti italiani fanno dell’ingiuria all’avversario e della
persecuzione giudiziaria armi politiche ed elettorali. Preferiscono agitare le
“masse” in rumorose manifestazioni di piazza piuttosto che trattare soluzioni
possibili intorno ad un tavolo o, come deve essere, in Parlamento. Hanno
lottizzato insieme a democristiani e socialisti le televisioni pubbliche per
cinquant’anni e ora non accettano che lo facciano altri ( pateticamente
scandalose le immagini dei “girotondi”di Moretti & Co.). Il loro fare
opposizione consiste nel negare sempre qualsiasi proposta. Utilizzano il
problema del conflitto d’interessi di Berlusconi come un’arma elettorale,
ovviamente opponendosi con tutte le loro forze a eventuali soluzioni politiche
della questione. Sono l’apoteosi del controsenso quando tentano goffamente di
mediare retrogradi principi sfacciatamente marxisti e socialisti con altri
moderni e liberisti.
3)Alcuni MOVIMENTI ESTREMISTI EXTRA-PARLAMENTARI di destra hanno talvolta
comportamenti violenti fini a sé stessi. Fanno dell’oltranzismo nazionalista una
bandiera, non capendo che oggi vige la collaborazione ed il libero confronto.
4)I DIPENDENTI PUBBLICI CHE ABUSANO DEL LORO LAVORO PER PROPAGANDARE SINGOLE
POSIZIONI POLITICHE non meritano alcuna scusante. In particolare mi rivolgo
all’ambito scolastico e televisivo. Chiunque ha il diritto di fare proprio il
pensiero d’un partito o d’un movimento politico, ciò non toglie l’obbligo morale
d’essere imparziali(o comunque bipartisan) soprattutto se si parla di fronte a
una telecamera o a una classe di studenti. I vari giornalisti e presentatori TV
protagonisti durante la campagna elettorale 2001 di parzialità e ingiustizie
politiche, per quanto mi riguarda, hanno già ampiamente dimostrato di non
meritare lo spazio che, in parte ancora oggi, ricoprono in RAI. Il servizio
pubblico, proprio perché tale, dovrà obbligatoriamente dare spazio a più voci
politiche, così da dimostrare un cambiamento di rotta rispetto a ciò che è
avvenuto fino a oggi. I vari Santoro, Biagi e Luttazzi sono avvertiti. La
televisione pubblica (e non solo) apre le porte a tutti coloro che fanno
informazione in maniera oggettiva o che non usano la satira con fini biecamente
politici. Nel momento in cui si saranno redenti, potranno definirsi pronti ad
affrontare nuove esperienze televisive.
5) Come gli Italiani hanno avuto modo di vedere, le nostre procure sono piene di
GIUDICI GIUSTIZIALISTI. Uno strumento delicatissimo come quello della giustizia
deve essere utilizzato con estrema cura, non commettendo l’errore di attaccare a
priori e con fini politici personaggi di potere. Mentre la giustizia retta a
seguito di misfatti si impegna a cercarne i protagonisti , quella deviata ha il
demerito di scegliere per prima cosa la vittima e poi, in secondo luogo,
associarle un eventuale crimine. Le vicende quotidiane ci hanno assuefatto,
facendoci sembrare normale ciò che di normale non ha nulla.
6)I LEGALIZZATORI DI DROGHE non comprendono le conseguenze drammatiche che
questo comporterebbe. Nei paesi in cui è legale acquistare e fare uso di
sostanze stupefacenti, il livello di microcriminalità è elevatissimo. Persone di
tutte le età sbattute per strada, la necessità di consumare la “dose” quotidiana
, la spasmodica ricerca di soldi per allontanare l’eventuale crisi d’astinenza.
Senza contare il fatto che, legalizzando le droghe “leggere”, si aprono le
strade anche a sostanze ben più pesanti. Quella contro tutte le droghe è una
guerra da vincere, costi quel che costi. Le vari comunità per il recupero
tossicologico siano l’esempio più lampante per tutti coloro che fanno
dell’antiproibizionismo una necessità impellente. Che i Radicali se la smettano
con le loro manifestazioni che definire un “elogio alla morte” è un complimento.
7) I CLADESTINI IMMIGRATI sono, nella stragrande maggioranza dei casi, criminali
che vivono nell’illegalità grazie a prostituzione, droga e furti. Molti altri si
umiliano lavando vetri ai semafori o elemosinando. Il Governo Berlusconi ha dato
agli immigrati utili alla società (vale a dire quelli che lavorano) la
possibilità di regolarizzarsi. Di lavori onesti e legali, magari meno
remunerativi di altri, l’Italia è piena. Bisogna vedere quanta è, in certa
gente, la reale umiltà e volontà. La richiesta di manodopera, soprattutto al
nord, è massiccia. Chi volesse scegliere la strada della legalità, sappia che lo
può fare. Basta l’impegno.
Il lavoro nero è una piaga da curare. Gli imprenditori sfruttano lavoratori
irregolari poiché, non dovendo pagare i contributi, costano meno di persone
regolarmente assunte. Il lavoro sommerso è molto diffuso tra i clandestini
onesti dato che questi non hanno punti di riferimento a cui rivolgersi in caso
di ingiustizie. Il compito dello Stato è quello di operare maggiori controlli
tra le aziende “sospette” e sanzionare drasticamente qualsiasi atteggiamento che
vada contro la legge.
8)Per quanto riguarda i SINDACATI ANTAGONISTI , come ho avuto già modo di dire
in precedenza, non lavorano per gli interessi dei lavoratori ma hanno e svolgono
solo azioni politiche. Spesso sono la causa di rallentamenti produttivi e
intralciano quello che è il regolare svolgimento delle trattative tra parti
sociali e Governo. Sono semplicemente inutili e controproducenti.
9)Le ORGANIZZAZIONI CRIMINALI ORGANIZZATE frenano l’economia specialmente nelle
zone più disagiate del nostro paese, fanno dell’illegalità una norma e “ricatto”
e “morte” sono le parole d’ordine consuetudinarie.
10)Il processo di globalizzazione è in atto da anni. Che significa essere dei
“NO-GLOBAL” oggi? Come si vogliono ridurre le ingiustizie sociali nel mondo? E’
necessario inserire le nazioni più povere nel sistema globale, farle partecipare
responsabilmente in quella che è la rete di commercio e di ricchezza per
antonomasia. Ritengo opportuno che vengano stipulate norme che mirino ad operare
un globalismo economico con fini sociali, incentivando la creazione di ricchezza
nei paesi più poveri. Essere un antiglobalizzatore significa essere contro la
modernità, preferire l’arretrato medioevo ad un futuro fatto di commerci,
concorrenza e profitti. La povertà d’alcune nazioni è motivata proprio dal fatto
che sono poco o male inserite nel processo globalizzante.
Quali sono i primi aggettivi che mi vengono in mente ripensando ad alcune
recenti manifestazioni no-global? Incivili, indecorose, violente e
strumentalizzate dal mondo politico.
11)Concludo questo capitolo dedicato ai nemici dello Stato parlando delle
PERSONE ANTIPATRIOTTICHE, vale a dire tutte quelle che non riescono a cogliere
il reale valore della Nazione, un concetto di nuova e più ampia importanza.
Esaltare l’Italia significa esaltare gli Italiani che, con le loro opere, l’
hanno fatta e la faranno sempre più grande. L’acquisto, se possibile, di merce
di provenienza italiana è una conseguenza logica del mio discorso, teso a
celebrare le capacità degli italiani in qualsiasi ambito produttivo. Anche
pagare le tasse è uno dei doveri del buon cittadino. La qualità dei servizi che
lo Stato offre è direttamente proporzionata ai soldi che riceve dalle tasse. Che
la gente non si lamenti se talvolta le prestazioni statali non sono all’altezza
o se, a causa di evasioni fiscali massicce, gli onesti cittadini sono costretti
a pagare tasse maggiorate. In questo senso, sarebbe compito di alcune persone
acquisire il necessario buonsenso che risolverebbe molti problemi a tutti.
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Indice
Premessa
CAPITOLO
PRIMO:
La Nazione,
l’Europa
CAPITOLO
SECONDO:
Lo Stato, il
Governo
CAPITOLO TERZO:
Politica
Estera, Forze Armate
CAPITOLO
QUARTO:
La Giustizia
CAPITOLO
QUINTO:
Ordine,Democrazia, Efficienza
CAPITOLO SESTO:
Economia,
Liberismo, Sindacati
CAPITOLO SETTIMO:
I
Nemici dello Stato
Conclusione
Fonti
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