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La libertà di Santoro [G] |
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Vabbè, la
chiamano televisione pubblica, la Rai…. Se vogliamo crederci ancora dopo il
ritorno di Michele Santoro e di Annozero su RaiDue, preceduto da un battage
pubblicitario incentrato sull’ovvio leit motiv “ci censurano” (ovviamente i
censuratori sono i soliti cattivi del centrodestra, Berlusconi in testa), ci
vuole fegato. Ma si sa, la Rai non è la Bbc e si vede. Come dice Garimberti:
“C’è la democrazia del telecomando”.
Così ad
Annozero si riparte da dove si era finito: escort, letti, gossip, sottintesi,
ammiccamenti e quant’altro. Predica del conduttore, riassunto di Travaglio sulle
escort e il Cav (già letto sull’Espresso), vignette di Vauro ecc. ecc. In fondo
oggi questo è il bello della sinistra, altro e di meglio alle viste per ora non
si vede. Con il direttore dell’Unità Concita De Gregorio pronta a battibeccare
per cadere poi su un’infelice e bruttisima frase sulla cocaina (della serie “ma
non non ho detto così…” ma intanto l’ha detto, aggiungio io). L’altra variante
sul tema (più sottile, questa) è stata l’entrata a piedi uniti nel congresso del
Pd. Non credo che Santoro tifi per la parte di D’Alema che si è beccato qualche
randellata pure lui… E, a proposito di Pd, a sostituire la Granbassi nella
scenografia è arrivata Giulia Innocenzi, che è stata candidata (sconfitta) alle
primarie dei giovani del Pd. A proposito di “democrazia del telecomando”, la fiction di Raiuno Don Matteo 7 ha vinto il prime time, seguito da Annozero mentre Porta a Porta è stato il programma più visto in seconda serata.
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Data Creazione/Modifica: 28-09-09 |