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Cosa può spingere un soggetto a tradirne un altro?
Il tradimento è giustificabile?
Quando avviene il tradimento?
Certamente sono innumerevoli le ispirazioni che potrebbero invogliare un
eventuale voltafaccia. Ma il concetto chiave su cui vorrei focalizzare il mio
pensiero è un altro, e mi impegna a parlare delle naturali differenze tra uomo e
donna, lette con un ottica non particolarmente maschilista ma fuggevolmente
sessista.
Il rapporto che lega un uomo ad una donna non sempre è la risultante iniziale e
definitiva del “Sì” pronunciato sull’altare. La complessità dell’avventura della
vita “di coppia” porta i gli interpreti della stessa ad affrontarsi in uno
scontro clandestino ed invisibile: il tradimento.
Prima di tutto è bene specificare che il tradimento è la rottura d’un contratto,
d’un impegno.
Chi si dichiara alla propria donna e poi fugge non è un traditore, al massimo
teme solo d’essere irreggimentato in una quotidianità che non gli si addice e
quindi, per ottenere ciò che vuole, si espone furbescamente in qualche vana
promessa. Il tradimento con l’iniziale maiuscola è quello che avviene con la
fede nuziale al dito, giacché la promessa di matrimonio è il supremo degli
impegni, da rispettare fino all’ultimo.
Certo è che necessario fare dei distinguo. L’uomo e la donna sono diversi e il
tradimento maschile e quello femminile sono diversi sia concettualmente che
concretamente. Vi illustro quello che voglio dire.
Parliamo di tradimento femminile.
La donna è bella nell’animo e nello spirito, stupisce per le sue capacità
puramente razionali e sorprende sempre quando le usa con secondi fini. Una donna
medita lungamente le proprie scelte, le cova nel caldo dei propri pensieri, le
nasconde agli interessati e plasma gli eventi a suo piacimento. La donna è
profondamente cosciente del fatto che, nell’atto della conquista, è lei ad avere
il coltello dalla parte del manico.
Se un uomo (fidandosi) lascia trascorrere alla propria donna una sera con amiche
e scopre il vero fine del tempo speso lontano dal focolare, lui non potrà
perdonarla mai (sempre che poi lui venga a conoscenza del misfatto).
Lui sa che lei ha architettato tutto, lui si immagina la lunga preparazione
dietro la sua azione. Ma soprattutto la donna difficilmente riesce a discernere
la parte fisica e mentale dell’amore, motivo per cui se un uomo è intelligente
non accetterà mai le sue scuse miste a lacrime di coccodrillo. Quando sceglie
lei compie una preferenza di campo, meditata e definitiva.
Raramente le donne tornano indietro in scelte di questo tipo. Perché dovrebbe
farlo l’uomo?!
Parliamo ora del tradimento maschile.
L’uomo è per definizione estro e fantasia, slancio ed impeto. Colpisce dell’uomo
la tendenza all’impulsività, il cogliere l’attimo ad ogni costo, la scarsa
attitudine (generalizzando) alla fedeltà fisica.
Cuore e carne, pulsioni e passioni. L’uomo ha l’ineffabile attitudine al trofeo,
l’inclinazione alla conquista. Tutto appare automatico e, spesso, il fare
graffiante di talune donne non aiuta.
L’uomo tuttavia non appare sfrontatamente finalizzato a rompere equilibri di
coppia, tuttaltro. L’uomo tradisce solo per un fuggevole svago momentaneo, per
il branco, per il contesto in cui si trova.
Il ragazzo che, ad esempio, in discoteca è conturbato e circuito da un’
avvenente e donna e si libera di qualche irrefrenabile pulsione non lo farà
perché non prova sentimenti per la propria donna. Al risveglio, la mattina
successiva, il ragazzo con facilità già si sarà scrollato di dosso la fugace
parentesi notturna e sarà pronto a continuare la rilassante e serena vita di
coppia.
E’ l’attimo, la tendenza istintiva e momentanea d’un edonismo poco o per nulla
emotivo ma molto carnale.
Cosa si evince? La donna, quando tradisce, tende a farlo per un arco di tempo
maggiore, per più volte, proprio perché dietro l’azione vi è un progetto
costruito razionalmente. L’uomo invece viene accarezzato dal caso e da voluttà
momentanee, difficilmente la pratica si ripete nel tempo. La donna reitera il
misfatto, l’uomo lo tronca.
Proprio per le stesse motivazioni, un discorso simile si può fare parlando di un
amante abituale. Non ammettendo il tradimento in un contesto matrimoniale, è
incomprensibile protrarre nel tempo la pratica del tradimento se non sussiste un
vincolo forte. Meglio troncare, compiere una scelta decisiva. Il doppiogiochismo
del tradimento abituale è così snervante che sembra quasi senza senso.
Concludendo, le parole qui scritte scaturiscono dalle mie mente e dalla realtà
che sento di percepirmi attorno. Generalizzando non faccio cenno alle realtà
personali diverse. Non esiste un uomo uguale ad un altro uomo, però ho cercato
di individuare generali omogeneità e le ho scritte.
Questo è quanto.
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