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Obama è il
nuovo Presidente d’America ed il mondo è contento. Lo sono i
suoi connazionali che massicciamente lo hanno votato, lo sono
gli europei che l’hanno accolto e abbracciato durante i suoi
comizi preelettorali nel vecchio continente (prima ancora di
essere eletto, prima ancora di metter mano alla non serena
politica interna). Addirittura unisce chi da sempre è stato
diviso.
Era così marcata la differenza (in termini di sondaggi) tra i
due candidati per la Casa Bianca che non abbiamo assistito
neppure ad un reale (e quindi col senno di poi sconveniente)
endorsement, tant’è che anche i leaders storicamente legati a
Bush hanno salutato l’ex presidente Usa ma non hanno
marcatamente appoggiato il candidato repubblicano John McCain.
Già, perchè forse non sapevate (ma magari si intuisce
trattandosi di una competizione…) che Obama aveva anche un
avversario!
Un soggetto che aveva la “sfortuna” di non avere almeno una
delle caratteristiche che lo rendessero riconoscibile (tipo
l’altezza, il sesso, il sesso o il colore della pelle).
Un eroe di guerra il cui sorriso e la cui positività resta lo
slogan di una vita: di quando ad esempio nelle celle dei
Vietcong sopportava cinque anni e mezzo di torture e privazioni,
o di quando al comando di un cacciabombardiere nucleare
aspettava gli ordini di John Fitzgerald Kennedy durante la crisi
dei missili a Cuba nel 1962, oppure molto più di recente, quando
nel Duemila le calunnie di Karl Rove lo privarono della
nomination repubblicana. Non ha mai perso fiducia, John McCain.
Ci sono uomini che di fronte a una difficoltà, di fronte a una
sconfitta crollano. E ce ne sono altri che invece proprio in
quei momenti danno il meglio di sé reagendo con dignità, onore,
lealtà.
La gente vedeva il lui un pupazzo simil-bush e non aveva
interesse a conoscerlo o da amare, avendo già il simpatico Obama
da apprezzare, pronto per l’uso.
Ecco che dopo le elezioni gli “Stati Uniti dalla Falsità” si son
trasformati in “Paese dei sogni”, “Paese delle Libertà”,
“Modello a cui Aspirare”: cade la testa di Bush, tutti son
contenti!
E’ andata così. Che la politica dei democratici sappia essere in
grado di risollevare le sorti dell’America e del mondo intero.
Il tempo delle belle parole e del voto “contro” qualcosa o
qualcuno è passato.
Forza Obama, ora è giunto il tuo momento, non illudere nessuno e
non trasformare le speranze in illusioni.
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