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ROMA - Nel
giorno in cui il presidente della Camera Gianfranco Fini avverte le forze
politiche che oramai «è stato superato il livello di guardia», l'ufficio di
presidenza del Pdl tende la mano a parte dell'opposizione per una nuova
legittimazione che porti a fare le riforme.
IL COMUNICATO - L'Ufficio di presidenza del Pdl ha rilevato «la necessità che la
democrazia in Italia possa avvalersi di un patto democratico tra le maggiori
forze politiche che segni chiaramente i confini della normale dialettica
politica, pur a volte anche aspra, e apra una stagione nuova in cui una
legittimazione reciproca tra le forze politiche conduca ad un abbandono di ogni
scorciatoia giudiziaria, premessa indispensabile per una stagione di riforme
costituzionali da lungo tempo attese, da quella della giustizia a quella della
forma di governo». «Sul possibile nuovo clima di confronto, vanno apprezzati
alcuni segnali di apertura di parte dell'opposizione, a partire dalle
dichiarazioni dei due leader di Udc e Pd, Pier Ferdinando Casini e Pier Luigi
Bersani, sulla scorta dell'auspicio autorevole del presidente della Repubblica»
si legge ancora nel documento.
FINI - In precedenza sempre dal Pdl, per bocca di Gianfranco Fini c'era stato un
invito alle forze politiche a trovare un modo di dialogare pur fra contrapposte
visioni. «Il semplice fatto che si debba auspicare un confronto civile, vuol
dire che negli ultimi mesi, negli ultimi anni, si era superato il livello di
guardia» aveva detto Fini, durante il tradizionale scambio di auguri con
l’Associazione della stampa parlamentare, aggiungendo che «non è corretto
addebitare questa responsabilità all’una o all’altra parte». La terza carica
dello Stato aveva richiamato l’appello a fermare l’esaperazione dei toni fatto
dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. «Credo - aveva sottolineato
- che non si possa aggiungere nulla a quello che ha detto, sarebbero sufficienti
quelle parole». Secondo Fini il monito di Napolitano dovrebbe essere «stella
polare per tutti». Se questo auspicio dovesse verificarsi, ha aggiunto, «il
nuovo anno comincerebbe davvero in un clima diverso».
LE RIFORME - Fini aveva poi auspicato che il 2010 fosse l'anno della riforma
della seconda parte della Costituzione. Il presidente della Camera aveva chiesto
di partire da due questioni principali: il Senato federale e il rapporto tra
legislativo ed esecutivo. «Auspico - aveva sottolineato - che siano coinvolte
tutte le voci in modo che si raggiunga la più larga maggioranza parlamentare
possibile». Non si tratta, aveva detto, di esercitare soltanto «buona volontà»,
ma anche di cogliere una «concreta possibilità».
L'ISTIGAZIONE ALLA VIOLENZA - «Credo che il dovere di stroncare sul nascere
qualsiasi forma non soltanto di violenza ma qualsiasi comportamento o
atteggiamento che possa configurarsi come istigazione alla violenza in tutta la
gamma dei comportamenti possibili debba essere avvertito da tutti - aveva poi
commentato Fini -. Al tempo stesso credo che non ci sia necessità nella nostra
legislazione di norme aggiuntive, c'è semmai la necessità della corretta
applicazione delle norme esistenti». Il presidente della Camera ha poi
sottolineato che «una democrazia è tale quando combatte duramente ogni
atteggiamento di tipo eversivo, ogni democrazia è equilibrata quando riesce a
garantire il massimo della libertà in tutte le sue forme, a partire dalla
libertà di espressione che è uno dei pilastri dell'ordinamento democratico».
I «FINIANI» E I COCCODRILLI - Quanto alle dinamiche interne al Pdl, Fini aveva
smentito, come già aveva fatto Ignazio La Russa, che sia in progetto la
costituzione di gruppi parlamentari «finiani» autonomi alla Camera e al Senato.
Per La Russa, le voci a tale riguardo sono «una leggenda metropolitana, come i
coccodrilli nelle fogne di Roma». Anche per Fini, l'eventualità di gruppi
parlamentari finiani è «una leggenda metropolitana».
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