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ROMA (2 giugno)
- «Estenderemo la presenza dei militari nelle varie città italiane per garantire
la sicurezza»: è stato questo uno dei passaggi salienti del discorso tenuto da
Berlusconi a Firenze. «Per la sicurezza vogliamo fare una grande riforma in
Italia - ha detto il presidente del Consiglio - Abbiamo centomila uomini, di cui
9.000 impegnati in operazioni di peacekeeping, che poi per essere ricambiati
arrivano a circa 30 mila, ce ne restano 70 mila, che si sentono più utili se li
usiamo per il bene del Paese». Berlusconi ha ricordato «l'utilizzo di circa
3.000 militari per la sicurezza nelle città. Un esperimento gradito dalla
cittadinanza e dai militari stessi. Abbiamo intenzione di andare avanti così».
«Elezioni: dobbiamo dare un drizzone all'Europa». «Se le urne ci porteranno i
voti previsti nei sondaggi che ci danno al 43-45%, noi potremo avere il più
grande gruppo politico all'interno del partito popolare europeo - ha detto
Berlusconi - Dobbiamo dare un drizzone all'Europa. L'Europa ha creato una
montagna di difficoltà per chi intraprende e rischia. Potremmo rimediare a
questa situazione. Il Parlamento europeo ha il difetto di legiferare su tutto,
dalla lunghezza del gambo dei carciofi alla curvatura dei cetrioli. Lacci e
lacciuoli per imprenditori italiani».
Proteste a Firenze, insulti al premier. Tre giovani hanno urlato frasi
ingiuriose nei confronti di Berlusconi davanti all'albergo dove aveva incontrato
i suoi sostenitori. Ne è nato un alterco fra i tre giovani ed alcuni militanti
del Pdl che ha costretto le forze dell'ordine a intervenire per evitare che la
situazione degenerasse. I tre sono stati poi accompagnati dalle forze
dell'ordine fuori dalla piazza.
Ci sono stati anche lanci di uova verso militanti del Pdl e urla di offese al
premier. Una manifestante ha sventolato un cartello con la scritta: "Papi Silvio
voglio fare politica o la velina, aiutami te"; il gruppo ha improvvisato un
corteo per le strade vicine all'albergo, che sono state presidiate dalle forze
dell'ordine. All'uscita dall'hotel Berlusconi era stato salutato dai numerosi
sostenitori del Pdl presenti nella piazza; dalla parte opposta dell'albergo,
alcuni contestatori hanno urlato al premier "Fatti processare" e alcune frasi
ingiuriose.
Striscioni con titoli della stampa estera tra i quali i britannici Times e
Guardian e il francese Libération sono stati esposti questa mattina da candidati
della liste Unaltracittà e Unaltraprovincia hanno esposto su striscioni a
Firenze, davanti a Palazzo Vecchio. SI leggeva «Berlusconi si è protetto con il
lodo Alfano», «I giudici spieghino chiaramente l'origine del pagamento a Mills»,
«Cade la maschera del clown», «Buffone sciovinista». «L'azione dimostrativa per
sollecitare le opposizioni a chiedere le dimissioni del premier» ha spiegato De
Zordo, la candidata a sindaco per Unaltracittà/Unaltromondo. Ieri il Times
titolava «Cade la maschera del clown» e Libération «Berlusconi, lo scandalo alle
calcagna».
Scontri verbali tra cittadini e servizio d'ordine del Pdl. Prima dell'arrivo del
premier ci sono stati anche scontri verbali tra esponenti del Pdl (fra cui il
senatore Achille Totaro) incaricati del servizio d'ordine e cittadini in una
piazza del centro transennata per consentire il filtraggio delle persone che
intendevano raggiungere il Grand Hotel di piazza Ognissanti dove è arrivato
Berlusconi. «Questo è un abuso» hanno gridato alcuni cittadini quando gli è
stato impedito il passaggio. Fra i cittadini in attesa di entrare anche una
candidata della lista Renzi (candidato a sindaco del Pd). «Perché non mi fanno
passare - ha chiesto Zipoli, parlando con i giornalisti - Perché a fare da
filtro ci sono quelli del Pdl?».
Allontanato un gruppo di contestatori. Un gruppo di persone che contestavano il
priemer è stato fatto allontare dalle forze dell'ordine.
I fan: viva Silvio, educatore di lealtà. Ad accogliere Berlusconi al Grand Hotel
anche gli applausi di molti. Tra i cartelli quello di una mamma insegnate "Viva
Silvio educatore di lealtà e libertà. Educa pure i miei figli". Un altro
recitava "Silvio il magnifico tira dritto, non ti curar di loro ma guarda e
vinci".
Franceschini: certo, sono io che chiamo ogni giorno la stampa estera per ordire
il complotto. «L'unico dissenso che Berlusconi accetta è con se stesso» dice il
segretario del Pd, Dario Franceschini, riferendosi alle accuse del premier alla
stampa estera. «Secondo lui siamo noi che manipoliamo e insuffliamo sulla stampa
straniera. Certo - ironizza Franceschini - da quando sono segretario ogni
mattina chiamo i direttori della stampa estera per ordire il complotto».
Franceschini ribadisce poi che il Pd «non si fermerà nella battaglia sui valori,
anche a costo di non essere capiti nell'immediato e di perdere qualche voto».
«Aspettiamo dal premier la prossima promessa roboante che non manterrà». «Nelle
prossime 48 ore - ha detto Franceschini - ci aspettiamo che Berlusconi faccia
una nuova promessa roboante, che poi puntualmente non manterrà dopo le elezioni,
come fu la promessa del 2008 di abolire il bollo auto, e il bollo auto c'è
ancora». Franceschini ha sottolineato una serie di «promesse fatte da Berlusconi
e poi tradite su cui è scesa una cappa di silenzio. La più clamorosa di queste
promesse riguarda Malpensa, che è diventato un aeroporto fantasma e dal quale si
tengono ben lontani pur avendo annunciato di voler tenervi il primo Consiglio
dei ministri. La seconda promessa tradita riguarda il Mezzogiorno: i fondi per
il Sud sono stati tagliati per oltre 20 miliardi per finanziare qualsiasi cosa,
dalle multe per le quote latte al tagli dell'Ici per i redditi alti. Stessa
sorte per la preannunciata iniziativa di Berlusconi di voler dimezzare i
parlamentari: qualcuno ha visto la raccolta delle firme?». Franceschini ha
attaccato il governo anche per come ha affrontato la crisi economica, evitando
di prendere misure di emergenza in favore delle fasce più deboli che non ce la
fanno da sole ad aspettare la ripresa, nel 2010 o nel 2011. Quando le persone
sentono che la crisi e solo un effetto psicologico, aumenta la loro
indignazione, specie quando mancano loro le risorse necessarie per andare
avanti».
Calderoli: le regioni rosse diventeranno verdi. «Credo che le elezioni daranno
un grande risultato, perché vedo da una parte e dall'altra che sono molto
preoccupati»: lo ha detto oggi il ministro per la Semplificazione normativa,
Roberto Calderoli. «Non facciamo sondaggi - ha aggiunto - perché rappresentano
un costo e non garantiscono nulla, e quindi aspettiamo l'esito delle urne. Chi
ha i sondaggi ci dà in grossa, grossa crescita, sopratutto in aree che non erano
nostre, come Emilia e Toscana: le zone rosse stanno diventando verdi e
raddoppieremo i consensi. In Veneto, si profila un risultato vergognoso: se
vengono quei risultati lì, è qualcosa di imbarazzante per via del successo della
Lega».
Diliberto: dopo il voto unire socialisti e comunisti «Subito dopo le elezioni -
afferma Oliviero Diliberto, segretario del Pdci - deve immediatamente iniziare,
il più rapidamente possibile, il processo per la formazione di un partito con il
simbolo della falce e martello cui possano aderire i comunisti e tutti coloro
che si riconoscono nei simboli del lavoro: sicuramente i socialisti che fanno
riferimento a Cesare Salvi, e, io spero non si vogliano sottrarre a tale
processo unitario a sinistra, i compagni e le compagne che hanno abbandonato
recentemente Rifondazione. C'è bisogno di tutti e un progetto di questo genere
deve tendere ad includere e non a escludere».
Cappato: il nostro obiettivo è la Bonino premier. «Il senso della lotta non
violenta dei Radicali, in sciopero della fame e della sete a difesa del diritto
dei cittadini ad essere informati, va ben oltre la questione della soglia del
4%. Noi vogliamo iniziare a configurare quale potrà essere il governo di questo
Paese dopo che ci saremo liberati del sessantennio partitocratico, come accadde
per il ventennio fascista»: lo afferma il radicale Marco Cappato, uno dei
capolista della Lista Bonino-Pannella alle elezioni europee, che candida «sin
d'ora Emma Bonino alla presidenza del Consiglio e Marco Pannella a ministro
dell'Europa. Lo possiamo fare, nonostante l'apparente forza dei grossi potenti
del regime, perchè abbiamo dimostrato di essere più di loro in sintonia con
l'opinione pubblica sui grandi temi».
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