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La
notizia della settimana è sicuramente la riconquista di Roma da parte di un uomo
non di sinistra dopo che Rutelli e Veltroni ne hanno ammorbato l’aria. E’ stato
il colpo di coda che, ancora una volta, ha schiaffeggiato questa povera
ex-maggioranza che, è da dire, inizia a fare un po’ di compassione. I giochi di
potere, il boom di delinquenza da parte di immigrati ed il problema della
sicurezza hanno sicuramente determinato questo risultato apparso sorprendente a
molti ma non a me: in tempi non sospetti dissi che se Alemanno fosse riuscito a
superare il ballottaggio, avrebbe vinto. Ciò è avvenuto e mi compiaccio.
Roma, la
città simbolo di questa Italia che ha deciso per la discontinuità. Roma,
capitale europea che con difficoltà riesce a cogliere l’evoluzione di un mondo
che gira più veloce di lei. Il caos, i problemi e quant’altro: qualcuno ha detto
che erano le logiche difficoltà comuni a tutte le metropoli. Il voto ha
chiaramente sottolineato che i problemi vanno combattuti e superati: non bisogna
limitarsi a prenderne atto, bisogna operare per vincerli e sconfiggerli.
L'Europa
vira a destra. Non è la vittoria di Boris Johnson a Londra a dirlo. Lentamente,
dall'inizio di questo secolo, la politica si sta slegando dal «dominio» della
sinistra.
È
successo a Roma pochi giorni fa con Gianni Alemanno di Alleanza Nazionale. È
successo nel 2003 a Madrid, quando alle elezioni comunali si presenta Alberto
Ruiz-Gallardon. Il candidato del Partido popular, incoraggiato dall’allora
premier Josè Marìa Aznar, vince il confronto e viene eletto primo cittadino
della Capitale della Spagna. Dunque: Madrid, Roma e Londra. E tra i tre partiti
esiste anche un feeling istituzionale grazie all'accordo tra il Ppe - di cui
fanno parte An e il Partido Popular - e i Democratici europei - di cui fa parte
il Partito conservatore.
Il vento
continua a spirare dalla parte giusta e questa volta ho deciso di parlare anche
dei nostri colleghi europei in quanto penso sia opportuno iniziare a farlo.
Blair è stato pochi giorni or sono investito da Silvio Berlusconi come papabile
prossimo candidato “leader” europeo. Questo rende ancor più interessante il
rapporto che lega l’Italia all’Inghilterra e quest’ultima all’Europa.
Vorrei
ora rivolgere i miei più cari auguri a Gianni Alemanno. Ha tra le sue mani la
possibilità di iniziare un ciclo di innovazione ed operatività. Da uomo d’azione
quale è, non deve cadere nel baratro del lassismo già visto a sinistra: se oggi
Alleanza Nazionale fa sedere sullo scranno più alto di Roma un suo uomo è anche
per questa ragione.
Alla
prossima!
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