Rutelli abbandona il PD.  [Adn-K]

Torna Indietro

 

Il presidente del Copasir conferma di aver lasciato il Partito democratico. "Non è il mio partito e Casini è un interlocutore essenziale". Il leader Udc: "Ora è possibile un percorso comune". Piccolo siparietto fra i due: "Vieni a prendere un caffé con D'Alema?". "No grazie". "E' necessario un tragitto differente''. L'ex leader della Margherita dice addio al Pd targato Bersani. Francesco Rutelli ufficializza la sua scelta di lasciare il Pd e il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini apre subito all'ipotesi di alleanza. In una intervista al 'Corriere della sera', Rutelli conferma di aver deciso di lasciare il Partito democratico. "Il Pd non e' mai nato, non ho nulla contro un partito democratico di sinistra, ma non puo' essere il mio partito"; "non c'e' un partito nuovo, ma il ceppo del Pds con molti indipendenti di centrosinistra". Rutelli spiega di andare via "subito, anche se con dolore"; "se non cambia quest'offerta politica - dice - tutto è già scritto: vince una destra dominata dal patto Berlusconi-Lega". A D'Alema, nell'incontro di due giorni fa, l'ex leader della Margherita ha tra l'altro spiegato che "questo non è il Pd che avrei voluto far nascere”. Rutelli scioglie la riserva e afferma che "Casini è un interlocutore essenziale”.

Immediata la replica del leader dell'Udc, che accoglie "molto positivamente" la decisione di Rutelli di lasciare il Partito Democratico. "Ora con lui si può realizzare un percorso comune". Un'alleanza che punta in alto, "come minimo a raddoppiare i voti. Altrimenti - aggiunge Casini - sarebbe un insuccesso".

"Non è più questione di destra, sinistra o centro -aggiunge il leader dell'Udc-. Dobbiamo parlare agli italiani con un linguaggio serio di modernizzazione del Paese e anche ancorare a valori seri, in un momento di degrado politico di tutti i tipi" afferma Casini intervenendo a un convegno a cui ha partecipato anche Rutelli.

"Chiediamo un supplemento di coraggio e di dignità all'italia e agli italiani che sono umiliati da questa situazione politica. Dobbiamo recuperare i valori condivisi e c'è da unire un Paese lacerato dai corporativismi territoriali e dalle risse". Creare quindi un'alternativa ma non fatta di "spallate" perché "chi cerca le spallate è destinato a rompersi le ossa", piuttosto bisogna "obbligare Berlusconi a rendere conto delle promesse non mantenute".

Casini si dice convinto della necessita' di "riformare la legge elettorale" per superare una "sistema bipolare in cui risultano vincenti le ale esterne e i populisti". Oggi, conclude Casini, "dobbiamo assumerci le nostre responsabilità. Abbiamo tempo, ma non perdiamolo. Andiamo a lavorare".

Piccolo siparietto fra Casini e Rutelli poco prima dell’inizio del convegno organizzato da Liberal e a cui hanno partecipato entrambi. Il leader dell'Udc e il presidente del Copasir arrivano quasi nello stesso momento a palazzo Wedekind e a pochi passi da loro, a piazza di Pietra, c'è Massimo D'Alema che sta prendendo un caffè in un bar insieme a Goffredo Bettini. Casini, prima di salire al convegno, vuole concedersi anche lui un caffè a piazza di Pietra e scherzosamente dice a Rutelli: "Vieni con me prima di salire..., andiamo a prendere un caffè con D'Alema?". Alla domanda il presidente del Copasir però sorride e rimanda l'invito al mittente.  

 

Torna Indietro

 

Data Creazione/Modifica: 06-11-09