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ROMA - «Lunga e cordiale
telefonata» venerdì sera tra il presidente eletto degli Stati Uniti Barack Obama
ed il premier italiano Silvio Berlusconi. Nel corso del colloquio sono stati
confermati «gli stretti rapporti di amicizia e collaborazione» tra i due paesi
anche in vista dell’imminente Presidenza italiana del G8. Lo riferisce una nota
di palazzo Chigi. Il Presidente Obama ha chiamato il Presidente del Consiglio al
termine della sua prima conferenza stampa a Chicago.
IL GIALLO - Una telefonata che ha risolto il giallo di una mancata chiamata,
dopo che in precedenza il neo-eletto presidente aveva sentito Nicolas Sarkozy,
il messicano Felipe Calderon, il sudcoreano Lee Myung-bak e i premier
australiano Kevin Rudd, canadese Harper, israeliano Ehud Olmert, giapponese Taro
Aso, britannico Gordon Brown e il cancelliere tedesca Angela Merkel.
BERLUSCONI: «IO AMICO DEGLI USA» - Per diverse ore si era dunque pensato a
un'esclusione volontaria dell'Italia dal giro di telefonate, magari come
conseguenza della battuta di Berlusconi sulla «abbronzatura» di Obama. Una ridda
di voce alle quali il presidente del Consiglio si era affrettato a minimizzare
apostrofando come «ridicole» le polemiche. «Sono certamente il più grande amico
degli Stati Uniti in Europa, qualcuno mi ha definito come l'americano con la K»
ha dichiarato Berlusconi al termine del Consiglio europeo di Bruxelles,
assicurando che incontrerà Obama.
IL COLLOQUIO PIÙ LUNGO - In Europa, ha chiamato il presidente francese Nicolas
Sarkozy (lungo colloquio con quello che è anche il presidente di turno del
Consiglio europeo), poi il premier britannico Gordon Brown, il cancelliere
tedesco Angela Merkel. Dei leader del G8, ha telefonato anche al giapponese e al
canadese. E poi i capi dell'esecutivo di Israele (la questione mediorientale è
un argomento inevitabile per un presidente degli Usa) e Messico (il più vicino
Paese del Nafta). Poi una telefonata con i capi di governo di Sud Corea,
Australia. Una geografia di amici dove, del G8, non compare la Russia. Ma, fuori
dal gruppo dei Grandi, per restare in Europa, non è stato chiamato, nel primo
giro di telefonate, nemmeno il premier spagnolo Zapatero.
«OBAMA NON SARÀ AL G20» - Nessun incontro con i leader mondiali è previsto a
margine del G20 di Washington in programma il 15 novembre. La Casa Bianca
infatti ha fatto sapere che il prossimo presidente degli Stati Uniti non
parteciperà al vertice sulla crisi dei mercati. La notizia era stata anticipata
dal New York Times.
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