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Con le presenti pagine intendo dare un piccolo, breve e schematico contributo ad
una discussione di cui sento vi sia la necessità di riprenderne le fila, una
discussione che spinga alla riformulazione, dopo decenni di crisi se non di vera
e propria assenza, di un pensiero socialista libertario sia per quanto riguarda
i suoi complessivi profili generali, sia in rapporto alla presente epoca
storica. Proprio per questa caratterizzazione ambivalente la trattazione
oscillerà tra principî che si ritengono essere generali ed universali e
considerazioni e pensieri inerenti il tempo presente, dai quali sono tuttavia
desumibili ulteriori principî egualmente caratterizzabili come universalmente
validi; lo scritto può contemporaneamente essere considerato sia un manifesto
teorico che enuncia linee guida, sia un abbozzo di programma sulle strategie da
attuare e perseguire nel quadro presente. La sua valenza è al contempo
storicamente contestualizzata ed universalizzata.
La trattazione si articola in “sette riflessioni”, di fatto “capitoletti” o
paragrafi ognuno dei quali analizza un determinato argomento (metodo d'analisi,
economia, politica, quadro internazionale, rivoluzione, imperialismo, strategie
e prospettive delle lotte) tra quelli sotto cui ho scelto, tra le tante
possibilità presenti, di articolare l'insieme delle idee che ho fin qui
elaborato.
Non mi nascondo, e anzi ne sono consapevole, che le stesse pagine si
caratterizzano in molti punti per essere eurocentriche se non addirittura
italocentriche, sia per la maggiore quantità di informazioni e riferimenti
storici per queste aree geografiche rispetto al resto del mondo, sia per punti
che affrontano nello specifico problematiche prevalentemente o esclusivamente
alle stesse aree contestualizzate: la ragione per cui ho proceduto in questo
modo è nel fatto che ritengo che la quotidiana esperienza sensibile materiale
informi gli esseri umani anche nel proprio modo di pensare e di concettualizzare
la realtà, ed avendo in un ben definito contesto geografico sempre vissuto, ho
voluto evitare l'ipocrisia di caratterizzarmi come falsamente onniscente ed
avulso da qualsivoglia condizionamento etnocentrico che per forza di cose
caratterizza tutti gli esseri umani, dato che è attraverso gli schemi culturali
e l'esperienza pregressa che la mente umana si forma una chiave di lettura per
poter leggere, comprendere e classificare gli avvenimenti del mondo circostante,
anche e specie nella sua dimensione globale.
Il socialismo libertario che lo scritto delinea è al tempo stesso saldamente
legato alle tradizioni ed al variegato patrimonio storico delle esperienze
passate, e tuttavia attualizzato per affrontare le sfide ed i problemi del
presente. Si adotta il metodo d'analisi marxista in funzione del raggiungimento
di un ordinamento economico e politico socialista libertario, si definiscono poi
le relazioni con gli attori della contemporanea scacchiera globale, e si
analizza il rapporto con il marxismo, specie con le sue componenti di sinistra
(trozkismo, bordighismo, luxemburghismo, consiliarismo) proprio a partire dalle
idee delle quali spesso viene sviluppato il discorso, sia assumendone alcune
visioni, categorie e concetti, sia declinandone o ridefinendone altri.
In generale spero che partendo da quelle che sono linee guida – sette
riflessioni, appunto – si possa definire più nello specifico categorie e
concetti, nonché si possa, seppur timidamente e sottobanco, tornare a riflettere
per la ridefinizione di un nuovo socialismo che sia libertario ed
antiautoritario, al fianco degli oppressi e perciò in lotta contro capitalismo e
imperialismo, rappresentando un'alternativa su cui far crescere le basi per una
società più giusta e più umana.
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