-Key Words:

PoliticaCrimini Comunisti, Silvio Berlusconi, Governo, Popolo della Libertà, La Storia, Approfondimenti, Speciali, Forum, News, Quotidiani, Telegiornali, Chat, Redazione;

 

 

Bentornati su ParlaPerTE.com - LEGGI tutti i giornali ogni giorno e gratis, GUARDA tutte le immagini delle gallerie fotografiche, APPROFONDISCI leggendo gli speciali di politica e societa', VISITA l'archivio multimediale di ParlaPerTE.com colmo di materiale audio video, VIVI ParlaPerTE.com scrivendo nel forum, lasciando messaggi nella chat, inviando articoli o semplicemente lasciando il vostro contatto MSN MESSENGER...                    ...BUONA VISIONE!

 

#7 Riflessioni per un Nuovo Socialismo

La Metodologia d'Analisi Marxiana

A differenza di quanto avviene per le scienze naturali, nella sfera delle scienze sociali è impossibile riuscire a stabilire delle leggi deterministiche immutabili ed universalmente valide, come invece asseriva in passato il pensiero positivista. Questo per almeno due ragioni fondamentali. Poiché innanzi tutto gli esseri umani, “particelle” componenti il più vasto sistema sociale, sono sostanzialmente ed in ultima istanza dotati di libero arbitrio, nonché condizionati nelle proprie scelte non solo dal sistema sociale che al tempo stesso contribuiscono a definire, in un eterno e circolare gioco di specchi per il quale la società forma gli uomini e contemporaneamente gli uomini formano la società, ma anche dal proprio personale bagaglio esperienziale di vita, sì sviluppantesi all'interno del sistema sociale e perciò da questo in qualche misura condizionato e derivante, ma tuttavia che essendo la risultante di una somma cumulativa di singole esperienze, assume una forma ed un contenuto unico in ogni essere umano. Questi, inoltre condizionato dalla cultura che eredita dalle precedenti generazioni, dall'ambiente in cui vive, e da altri molteplici fattori, assumerebbe un comportamento diverso e non predeterminato anche rispetto all'ipotetico ed altamente improbabile altro soggetto che pure avesse accumulato un identico bagaglio esperienziale. La seconda ragione si inscrive nella constatazione che lo scienziato sociale non guarda la società al microscopio come si dice (invero impropriamente, stando alle ultime teorie quantistiche) avvenga nelle scienze naturali, in cui l'osservatore sarebbe completamente distaccato dal proprio oggetto di studio. Nelle scienze sociali l'osservatore è immerso nella società di cui anch'egli è parte, e non se ne può mai porre esternamente avendo dentro di essa interessi e aspirazioni, nonché convinzioni e schemi culturali consolidati.

La società può quindi essere sicuramente oggetto di studio scientifico (da scio, che in latino indica l' attività conoscitiva), per quanto dando, appunto, al termine scienza un'accezione semantica attinente più alla sua origine terminologica che al significante che ha comunemente assunto a partire dalla rivoluzione scientifica del XVII secolo.

La metodologia d'analisi marxiana è stata e continua ad essere un ottimo strumento per studiare, analizzare e tentare di comprendere la realtà socio-economico-politica che ci troviamo di fronte, con la quale ci confrontiamo e nella quale agiamo, al fine di meglio individuarne la sostanza ed i possibili sviluppi futuri, e quindi di riuscire a delineare quali tattica e strategia meglio si adattino alle ogni volta date condizioni materiali; ci permette di meglio comprendere la natura e la sostanza degli attori con i quali interagiamo, aiutandoci a stabilire conseguenzialmente come interagire con essi.

Come conciliare la metodologia d'analisi marxiana con quanto detto sulla natura volontarista delle scelte umane? Friedrich Engels nel 1890 nella sua lettera a J.Bloch[1] osservava e precisava a completamento di Marx come secondo la concezione materialistica della storia la produzione e la riproduzione della vita reale determinasse in ultima istanza la storia. Da nessuna parte, se non in analisi avventate e superficiali, si esclude quindi che tutto quanto rientri nella sovrastruttura svolga la sua non trascurabile parte nella modellazione della storia e della società. Ugualmente la struttura non determinerebbe unidirezionalmente, unilateralmente e semplicisticamente la sovrastruttura ma, come ne deriva dalla concezione di materialismo dialettico, anche l'ideologia influenza ed informa l'infrastruttura. Quello che viene sostenuto è quindi che struttura e sovrastruttura siano tra loro in rapporto dialettico, che l'una influenza l'altra facendosi a sua volta influenzare dalla prima come in un gioco degli specchi, e che “il riflesso più profondo” sia svolto in ultima istanza dai rapporti materiali di produzione.

Ora, stando alla premessa iniziale, e considerando la metodologia d'analisi marxiana come allora formulata prodotto di una determinata epoca storica e perciò non astrusa dal generale contesto di idee, concezioni ed influenze proprie di tale dato periodo storico, è necessaria una rilettura volta ad analizzare cosa si debba effettivamente intendere con l'espressione “in ultima istanza”. Si può asserire che da una reinterpretazione estensiva dell'espressione “determinare in ultima istanza” ne possa finalmente derivare la concezione per la quale la struttura dei rapporti di produzione (più che determinare tout court) influenza e condiziona (anche in modo profondo e pressante) la storia, la società, le azioni degli attori sociali individualmente e aggregatamente considerati. Accanto a questo profondo e pressante condizionamento rappresentato dalla struttura economica dei rapporti di produzione, il corso della storia, della società, delle dinamiche umane, è contemporaneamente il portato sia di quanto avviene nella sovrastruttura, sia delle azioni e delle scelte degli esseri umani sia individualmente che come aggregazioni. E' difficile, se non impossibile, stabilire con esattezza per quanta parte nel determinarsi della realtà influiscano i rapporti di produzione e per quanta parte invece contribuiscano le scelte umane, a volte condizionate fortemente dalla sovrastruttura, altre volte frutto di una volontà slegata da condizionamenti culturali e sovrastrutturali, o comunque non facilmente ravvisabile all'interno di essi nella misura in cui si attendano azioni esclusivamente risultato di calcolo razionale. In conclusione la natura umana è definita nella sua complessità sia da pressanti condizionamenti strutturali e sovrastrutturali, sia da un margine tutt'altro che trascurabile di volontarietà. L'uomo non è insomma né pienamente l'homo faber fortunæ suæ su cui, quasi fosse in una torre d'avorio, non incide su di lui la realtà sociale che sfugge al suo controllo, né totalmente un fantoccio sul quale inerme si abbatte un predeterminato destino che meccanicisticamente ne determina ineluttabilmente le azioni.

Per meglio comprendere cosa sia alla più profonda base della natura umana è necessario introdurre la categoria di Iperstruttura. L'ipestruttura può essere definita come il noumeno, il principio universale regolatore posto in modo immanente al livello più profondo di tutta la natura e che ne costituisce la sua più profonda essenza stessa. Essa si basa sui due principî di cooperazione e competizione, in eterno rapporto dialettico tra loro. Proprio dal rapporto dialettico tra questi due principi ordinatori, paragonabili allo yin ed allo yang della filosofia tradizionale cinese, deriva la realtà naturale e, per quanto riguarda gli esseri umani, la realtà sociale. La dialettica tra i due principî non giunge mai ad una sintesi che li ingloba al tempo stesso superandoli, ma proprio dalla loro contemporanea permanenza senza che vi sia mai la completa sopraffazione dell'uno sull'altro si sviluppano e si evolvono la storia e le relazioni sociali.

Nonostante le precisazioni sviluppate sopra, la metodologia d'analisi marxiana permette la lettura e la comprensione della realtà socio-economica poiché, pur non potendo prevedere in modo pressoché incontrovertibile le dinamiche storico-sociali come vorrebbe una concezione deterministica nelle scienze sociali, tuttavia le individua potenzialmente analizzando le principali cause che condizionano ed influenzano in modo profondo la storia e la vita materiale. Assumendo la metodologia d'analisi marxiana perciò non si ricavano certezze assolute, ma una comunque utile analisi delle probabilità.

L'importanza e la genuinità della metodologia d'analisi marxiana è riscontrabile innanzi tutto nella centralità che per la prima volta vengono coscientemente ad assumere i rapporti di produzione come chiave di lettura della storia e della società, l'individuazione dell'essenza dei concetti di sfruttamento, plusvalore, alienazione nonché nella sostanza della critica condotta complessivamente verso l'economia politica. E' quanto più importante ribadire la centralità assunta dai rapporti di produzione in una fase storica in cui l'ideologia dominante tenta di sfruttare a proprie fini, strumentalizzandole, le oggettive disparità presenti all'interno della società, creando rancori e divisioni scioviniste di etnia (cosa ben diversa dal legittimo riconoscimento delle diversità e delle particolarità culturali), nonché divisioni basate su fattori quali il genere, la religione, l'orientamento sessuale. Così dividendo la popolazione in campi avversi attraverso tali vuoti e fittizî contenitori interclassisti si cerca di eludere le problematiche centrali legate ai rapporti di produzione ed al problema dello sfruttamento, che metafisicamente verrebbero a svanire e ad essere considerati secondo l'accezione di molti “problemi di altre epoche”, quasi come fossero un quid imprecisato esistente in una data epoca passata e non piuttosto un fatto sociale che esiste storicamente.

Alcune femministe assumono come centrale il conflitto “uomo-donna”, alcuni omosessuali vedono solo le ingiustizie nei diritti di successione, alcuni laicisti intravedono il “regime” solo nella Chiesa cattolica (mai neanche toccare l'ebraismo!) anziché nel più vasto sistema dei rapporti di produzione e di dominio politico nel suo complesso; tutti sforzantisi nel tentativo di leggere la realtà dalla loro personale e parziale angolazione che si assolutizza. Nessuno degli stessi alcuni al tempo stesso che fa proprio l'impegno in altri campi (antimperialismo, rivendicazioni socio-economiche, protezione della biosfera) che trascendano il loro assolutizzato campo d'interesse specifico corrispondente poi al proprio diretto interesse particulare. Verrebbe da chiedere loro: come possiamo liberarvi se anche noi ovunque siamo in catene?

[1] Friedrich Engels, Lettera a J.Bloch a Londra, 1890.
 

Torna Indietro

Data Creazione/Modifica: 27-01-09

#Advertising...

 

# ParlaPerTE LIVE!

Forum Articoli dei Lettori
Redazione di ParlaPerTE.com Giornali Italiani e Stranieri

 

# ParlaPerTE UTILITIES!

Contatta la Redazione Aggiungi ParlaPerTE tra i Preferiti
Sia ParlaPerTE la Nuova Home Giornali Italiani e Stranieri

 

# ParlaPerTE CHAT!

 

# ParlaPerTE STATISTIC!