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Nella settimana
del primo consiglio dei ministri di questo quarto governo targato Silvio
Berlusconi, avrei potuto parlare diffusamente delle mosse finalizzate alla
stretta contro clandestinità e delinquenza o, ancor di più, del taglio dell’ICI,
della defiscalizzazione degli straordinari (per i lavoratori privati), delle
soluzioni al problema dell’immondizia napoletana o di tutte le corbellerie che
il fantomatico governo “ombra” di Veltroni è riuscito a dire. Non lo faccio.
Vorrei invece concentrarmi su quello che sta avvenendo in Spagna.
Parlo chiaramente di tutti quegli attacchi gratuiti che quasi quotidianamente
stanno creando problemi alle diplomazie dei due paesi mediterranei.
Tutto è iniziato quando il vice presidente e portavoce del governo di José Luis
Rodriguez Zapatero, Maria Teresa Fernandez de la Vega, aveva scatenato una
mini-crisi tra Spagna e Italia, sottolineando che la politica d’immigrazione in
Italia poteva incitare al «razzismo e alla xenofobia». Zapatero aveva risolto
questo «malinteso» spiegando che De la Vega faceva in realtà riferimento agli
atti di violenza avvenuti mercoledì a Napoli dove due campi rom erano stati
incendiati e non aveva criticato direttamente il governo italiano. Caso chiuso?
Ma neanche per sogno! Il ministro del Lavoro e dell’Immigrazione è tornato
successivamente alla carica sottolineando che è necessario «rispettare i diritti
umani» quando si lotta contro l’immigrazione clandestina.
Intanto il presidente dei senatori del Popolo della Libertà Maurizio Gasparri ha
con parole perentorie ammonito l’atteggiamento di lassismo del premier spagnolo:
“Bisognerà che qualcuno spieghi ai ministri spagnoli che la politica non è uno
scherzo. Questo stillicidio di provocazioni deve cessare con urgenza. Ribadisco
che è compito di Zapatero mettere a tacere ministri e ministre che stanno
tenendo un comportamento difficilmente tollerabile. Non si tratta di battute
scherzose, ma di offese gratuite. Ora basta”.
Parole al vento, evidentemente. Ecco che infatti che una delle 9 “ministre” del
governo spagnolo ha dovuto imperturbabilmente dire la sua. La protagonista è
Bibiana Aido, ministro spagnola dell’Uguaglianza, riferendosi alle dichiarazioni
dell'allora candidato premier Silvio Berlusconi dopo la formazione del secondo
governo Zapatero, secondo Berlusconi «troppo rosa» e per questo «difficile da
gestire». Ebbene, per la donna in questione Silvio Berlusconi avrebbe bisogno di
cure, tant’è che con esternazioni tipo «Berlusconi? Gli pago io uno psichiatra»
e «anche se non so se sarebbe efficace, servirebbero molte sedute» si è
prepotentemente conquistata copertine di molti giornali.
Ma forse era questo l’obbiettivo dell’ ex direttrice dell'Agenzia andalusa per
lo sviluppo del flamenco…
La Spagna, già in passato protagonista di atteggiamenti non “morbidi” verso la
clandestinità, dovrebbe pensare maggiormente ai problemi di casa propria,
lasciando che un governo in fasce abbia modo di svezzarsi come meglio crede. Gli
Italiani, scegliendo Popolo della Libertà e Lega, hanno scelto la politica della
fermezza e del rigore. Il discorso di far valere i diritti umani vale a 360
gradi: quando un italiano non ha la libertà di fare a casa propria ciò che
meglio crede significa che è stato depauperato di uno di quelli che sono i
diritti fondamentali dell’uomo, vale a dire della libertà.
Ma una cosa devo dire mi porta sollievo: tutti questi “grandi nomi” spagnoli
hanno avuto la scarsa intelligenza di aprire la bocca con scarso tempismo. Se vi
dicessi che tutte le parole che avete letto in questa pagina si riferiscono a
situazioni relative ad un momento ancora antecedente il primo consiglio dei
ministri, capite bene che son parole che si reggono solo sul pregiudizio.
A proposito di pregiudizi, colgo l’occasione per salutare il già famoso Martin
Shulz, che ebbe tempo fa un bel battibecco in europa con Berlusconi (forse vi
ricorderete la vicenda del “capò nazista”…); il capogruppo del Pse (Partito del
socialismo europeo) ha intrapreso un’azione nel parlamento europeo, sostenuta
anche dai Verdi (che in europa sono ancora in Parlamento) relativa sempre alla
questione dell’immigrazione: ''Non discuteremo solo di quanto fa l'Italia,
perché il problema è europeo''…
Insomma, questo Shulz mette le mani avanti citando il nome del nostro paese:
evidentemente ha la coda di paglia.
Sono esterrefatto, ma ogni critica gratuita scivola via.
Se ministri dilettanti, flamenchiste e disturbatori di professione dicono la
loro avranno le loro ragioni. Io, da Italiano che vive in Italia, reputo le loro
esternazioni fuori luogo e quindi non meritevoli di ulteriori mie attenzione.
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