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L'Unione dei Comunisti Italiani
(marxisti-leninisti) nasce a Roma il 4 ottobre del 1968. Si
trasformerà il 15 aprile 1972 in Partito Comunista
(marxista-leninista) Italiano. Il suo capo incontrastato e
dispotico, venerato e onnipotente, era Aldo Brandirali. Tra i
suoi fondatori ed elementi di spicco vi sono Enzo Todeschini,
Angelo Arvati, Sergio Bonriposi ed Enzo Lo Giudice. I gruppi di
provenienza: Falcemartello e il Movimento studentesco romano.
Oltre ad ispirarsi al pensiero di Mao Tse-tung, l'Unione ha
rappresentato per lunghi anni la linea più coerentemente
stalinista praticata in Italia. La sua reggenza si basava sul
cosiddetto "centralismo democratico", simpatico eufemismo per
dire che pochi decidevano e tutti gli altri dovevano ubbidire.
Il centro decisionale (rappresentato per lo più dal Brandirali)
non per niente si autodefiniva il "nucleo d'acciaio" che doveva
temprarsi "al fuoco della lotta di classe" per poter condurre
L'Unione alla fondazione del "grande, glorioso e giusto" Partito
Comunista (m-l) Italiano. Già da queste frasi si ha un esempio
di quale fosse il grado di follia collettiva che animava i
componenti di questo gruppo. Ma per capire meglio le loro idee,
le loro intenzioni, vero humus per le successive tragiche
esperienze terroristiche di tanti giovani plagiati da questi
cattivi maestri, offriamo un saggio sconvolgente: il Programma
del governo rivoluzionario che avrebbe dovuto prendere il potere
in Italia. Segue poi un documento non meno significativo, dal
titolo Sulla via dell'insurrezione armata popolare. Entrambi i
pezzi sono tratti da "Il programma rivoluzionario del Partito",
pubblicato nel libro "Progetto di tesi per il Congresso di
fondazione del P.C.(m.-l.)I.", Edizioni Servire il Popolo, 1972.
PROGRAMMA DEL GOVERNO RIVOLUZIONARIO
"Il Governo Rivoluzionario applicherà
immediatamente le seguenti misure socialiste:
I - Espropriazione degli
sfruttatori
Art. 1 - Le fabbriche, le banche,
le proprietà fondiarie ed immobiliari, le ricchezze dei gran
signori, sono immediatamente socializzate senza alcun
indennizzo. Ciò vale anche per le proprietà dei monopoli
stranieri. Le bande armate dei capitalisti e ogni intervento
militare esterno, in appoggio ai capitalisti, saranno duramente
repressi dal popolo italiano.
Art. 2 - Chiunque sfrutta e si
arricchisce da parassita sul lavoro degli altri uomini commette
reato, e se persiste nel reato verrà messo in galera.
Art. 3 - Coloro che si sono
macchiati di gravi crimini contro il popolo, anche nel passato,
vengono rinchiusi e puniti dai tribunali del popolo. Tutti gli
sfruttatori che non hanno commesso gravi crimini andranno a
lavorare, saranno privati dei diritti politici sino alla
rieducazione, e saranno vigilati dalla milizia popolare.
Art. 4 - Tutti coloro che si
trovano nelle carceri per condanne della borghesia sono
giudicati nuovamente dal tribunale popolare. I prigionieri
politici liberati, i prigionieri colpevoli per mancanza di
educazione popolare saranno rieducati e recuperati il più
possibile alla società. I debiti del popolo verso i capitalisti
sono annullati, gli istituti di pegno restituiranno gli oggetti
al popolo. Tutti i codici della borghesia sono annullati, nuove
leggi semplici, volte a colpire la proprietà dei ricchi e a
difendere gli interessi collettivi, saranno emanate dal Governo
Rivoluzionario.
II - Organizzazione del nuovo Stato
Art. 5 - La Repubblica Popolare
d'Italia è fondata sui Consigli. essi rappresentano, ai vari
livelli, l'autorità della dittatura del proletariato. Nel
sistema dei Consigli si organizza l'apparato statale. Il popolo,
riunito in Consigli, deciderà in ogni momento quali misure deve
adottare l'amministrazione pubblica. Il Parlamento, gli enti
Locali, sono sciolti. Il sistema delle elezioni per lista è
annullato. Il popolo voterà ogni giorno per misure concrete e
verificherà ogni giorno l'insieme dei delegati inviati alla
direzione centrale dello Stato.
Art. 6 - Sono proibiti tutti gli
stipendi che siano superiori al doppio del salario medio
operaio. Questo vale anche per ministri, funzionari, tecnici e
scienziati.
Art. 7 - Tutti gli impiegati e i
funzionari, che facevano parte dell'immenso apparato burocratico
dell'ex-stato capitalista, potranno partecipare a corsi
professionali e lavorare nella produzione, reinserendosi
socialmente. Gli impiegati e i funzionari del nuovo Stato
saranno scelti fra il proletariato, ridotti al minimo
necessario, per una amministrazione semplice e giusta.
Art. 8 - Polizia ed esercito
borghesi sono disciolti. Le basi NATO sono espulse dall'Italia.
L'Italia creerà le sue alleanze di pace con i popoli in lotta
contro l'imperialismo. L'esercito per aggredire e opprimere è
sconfitto, nasce l'esercito della difesa della libertà e dei
diritti del popolo. La forza armata del popolo sarà realizzata
con la milizia operaia e con l'Esercito Rosso, in cui non vi
saranno gradi e la vita militare sarà gestita dai Consigli dei
soldati.
Art. 9 - I tribunali del popolo,
eletti dai Consigli, sono gli organi della giustizia. Per gravi
crimini, come il furto nell'amministrazione pubblica e altri,
che determinano gravi sofferenze nel popolo, è ripristinata la
pena di morte. III - Ripresa delle energie produttive
Art. 10 - Gli operai, mediante i
Consigli di fabbrica, i contadini con i Consigli di zona, e così
tutti i produttori dirigeranno la produzione locale secondo i
piani centrali del Governo Rivoluzionario. Eliminata
l'accumulazione privata, proibita la produzione delle merci di
lusso, eliminato il sistema con cui lo stato dava ai capitalisti
il redditto sottratto con le tasse al popolo, tutto il reddito
della produzione tornerà al popolo, in forma di salari e di
opere sociali dello Stato proletario; sparisce così lo
sfruttamento.
Art. 11 - La disoccupazione è un
crimine. Tutte le forze di lavoro devono essere impegnate per
costruire ciò che serve al popolo. I salari sono fissati a
partire dal salario minimo eguale per tutti adeguato al costo
della vita. Le capacità di lavoro saranno valutate dalle
assemblee stesse dei lavoratori. Scompare così la corruzione e
l'autorità vile di falsi tecnici e dei leccapiedi dei padroni.
Art. 12 - Facciamo appello perchè
tutti i lavoratori italiani che si trovano all'estero ritornino
in patria. In tutte le zone povere del paese, gli emigranti e i
disoccupati si organizzeranno in squadre di lavoro e riceveranno
adeguati aiuti statali per costruire fabbriche, strade e case in
queste zone.
Art. 13 - Si fa appello a tutti i
contadini emigrati in città: se vogliono tornare a lavorare la
terra, si riuniranno in cooperative e riceveranno dallo Stato
macchine e concimi. Lo Stato garantisce l'acquisto di tutti i
prodotti che non sono di fabbisogno locale, e fisserà prezzi
validi per tutto il paese per i prodotti agricoli.
IV - Per il benessere del popolo
Art. 14 - È proibito trarre
guadagno affittando case. Gli appartamenti non abitati e quelli
spaziosi dei ricchi vengono assegnati ai lavoratori. Lo Stato si
impegna a costruire con ritmo accelerato case decenti e
confortevoli per tutto il popolo.
Art. 15 - I prezzi che i negozianti
devono praticare sono quelli fissati dal Governo Rivoluzionario.
I Consigli del popolo organizzeranno la vigilanza per la
genuinità dei prodotti.
Art. 16 - Tutto il popolo ha
diritto a cure mediche, agli ospedali e ai medicinali necessari.
Tutta l'assistenza medica viene resa gratuita. Squadre mediche
condurranno inchieste per prevenire le malattie.
Art. 17 - Tutti i giovani devono
organizzarsi in forme di vita collettiva, le nuove generazioni
saranno immesse a fondo nella vita collettiva. I giovani saranno
educati al lavoro dallo Stato, che per tutti farà sviluppare le
doti migliori. I giovani, a turno, gireranno tutto il paese in
squadre di produzione, così conosceranno il popolo e i suoi
problemi.
Art. 18 - Le donne avranno asili,
mense, lavanderie sociali; squadre di esse vi lavoreranno mentre
le altre potranno occuparsi altrove, realizzando la liberazione
dal peso della schiavitù domestica.
Art. 19 - I vecchi pensionati
saranno completamente mantenuti dallo Stato, che li impegnerà in
attività utili e ne garantirà il riposo e le cure più
affettuose.
V - Cultura - Sport - Morale -
Religione
Art. 20 - In tutte le città e paesi
devono essere costruite le Case del popolo, quali centri sociali
di ampia vita ricreativa, culturale e di riunione.
Art. 21 - Le scuole sono
completamente gratuite e tutti gli studenti sono mantenuti dallo
Stato. Ogni scuola sarà gestita da studenti e insegnanti;
l'insegnamento sarà liberato dagli inganni della borghesia, e
gli insegnanti impareranno attraverso il dibattito aperto con
gli studenti e con le squadre operaie addette all'educazione
scolastica. Chiunque ne avrà le capacità potrà continuare gli
studi su proposta dell'assemblea della scuola, senza limiti nel
livello di studio.
Art. 22 - Lo sport sarà un aspetto
fondamentale della vita del popolo; ovunque, capillarmente
sorgeranno centri sportivi e tutti svilupperanno la loro
attitudine. Le competizioni sono sottratte alle scommesse e
all'agonismo egoistico. Sorgerà la competizione delle capacità
reali espresse da tutto il popolo.
Art. 23 - I matrimoni si
realizzeranno davanti al popolo, discutendo con esso sui motivi
dell'unione. La donna avrà diritti eguali all'uomo. Il divorzio
dovrà realizzarsi in tutti i casi in cui è dimostrata la
mancanza di unità. L'amore si baserà sull'educazione
all'altruismo e fiorirà splendidamente ovunque.
Art. 24 - TV e radio diventano del
popolo, i giornali borghesi sono proibiti. La stampa popolare
sarà molto capillare, sino ai giornali murali che tutti potranno
scrivere e affiggere. Tutto il materiale pornografico, i testi
calunniosi e falsi, la propaganda amorale e corruttrice della
borghesia, saranno eliminati e la loro produzione proibita.
Art. 25 - Tutti i cattolici, se
desiderano continuare ad andare in chiesa, potranno farlo. Il
Governo Rivoluzionario eliminerà lo stipendio statale ai preti,
che dovranno andare a lavorare come tutti gli altri. Inoltre
sono requisiti tutti i beni della chiesa e dello stato Vaticano.
Il Partito e lo Stato faranno educazione e propaganda in senso
comunista e per controbattere la propaganda religiosa.
Art. 26 - Tutti gli intellettuali e
gli artisti, i tecnici e gli scenziati, che stanno sinceramente
dalla parte del popolo, saranno aiutati a rieducarsi vivendo in
mezzo al popolo e ascoltando la critica popolare alle loro
opere. I centri rieducativi e culturali saranno aperti ad ogni
opera e il popolo svilupperà la critica di massa. Gli usi e i
costumi del popolo, la cultura nazionale, il legame fra cultura
e problemi del popolo si realizzeranno a fondo sotto la
direzione della classe operaia.
Per cinquant'anni il Movimento Sociale
Italiano è stato criminalizzato per la sua contiguità ideale con
il Fascismo. Per cinquant'anni una sola esperienza storica è
stata emarginata dal consesso civile, quella italo - tedesca
degli anni '20 - '40.
E nelle nostre Università intanto
allignavano i seguaci di Mao, che diffondevano impunemente le
bestialità sopra riportate. Il comunismo russo di Stalin e
quello cinese di Mao (e quello di tutti i loro epigoni di minor
peso) sono stati la vera nefandezza del novecento ! Tali
sciagurati regimi hanno perpetrato i loro crimini per decenni e
decenni, fino ai nostri giorni. Chi si ispirava loro ha seminato
anche in Italia lutti e terrore. L'Unione dei Comunisti Italiani
(marxisti - leninisti) ha avuto gran parte di colpa in questa
opera nefasta, come testimonia anche il brano qui sotto.
SULLA VIA DELL'INSURREZIONE ARMATA
POPOLARE
Il principio della lotta armata per la
presa del potere è un principio universale della via
rivoluzionaria . Questo principio è risultato dall'analisi
concreta della questione dei rapporti fra popolo e stato. Il
braccio armato dello stato è contro il popolo quando lo stato è
nelle mani di una classe di minoranza. Il braccio armato della
borghesia ha ripetutamente attaccato il popolo, scagliandosi
contro ogni sua protesta, contro ogni espressione della volontà
popolare della maggioranza. La via elettorale, indicata dai
riformisti, non solo nasconde il fatto che il popolo non può
esprimere a maggioranza la sua volontà unitaria in una forma
elettorale indiretta e astratta, ma nasconde anche il fatto che
ogni risultato elettorale poco confacente al regime è annullato
dalla pressione violenta del braccio armato dello stato. La
lotta armata delle masse popolari viene resa necessaria dalla
stessa borghesia, che fa fronte alla lotta popolare contraria
alla reazione con il rafforzamento del braccio armato e con il
finanziamento delle squadre armate fasciste. Ogni minimo
desiderio del popolo infine potrà avere soddisfazione solo
spezzando la resistenza armata della borghesia con la forza
armata del popolo. Si tratta di dare vita alla lotta armata
quando ciò corrisponde alla coscienza della maggioranza delle
masse lavoratrici. Questo significa che la lotta armata si
differenzia per le sue forme a seconda dei rapporti che vi sono
fra popolo e stato borghese nei vari paesi. In un paese di
capitalismo sviluppato, che sia parlamentare o a regime fascista
e social-fascista, sino al momento della crisi rivoluzionaria
generalizzata, la mediazione politica prevale sulla repressione
armata, e quindi il popolo vedrà l'esigenza della lotta armata
solo nel momento della crisi rivoluzionaria. Per questo in tali
paesi la lotta armata appare nel processo culminante della lotta
rivoluzionaria, assumendo la forma della insurrezione popolare.
Quindi, in Italia, la lotta armata si rende possibile e
necessaria nello scontro decisivo, in cui le lotte di massa si
sono trasformate in lotte per il potere e la borghesia le
fronteggia con la repressione armata. Questo vuol dire che la
via della lotta armata adeguata all'Italia è la via
insurrezionale dell'armamento delle masse nel punto culminante
della lotta per il potere politico. L'azione del Partito sarà
adeguata al compito di guidare su questa via le masse popolari. |