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Alcune riflessioni in merito al manifesto-appello "per l'unità dei comunisti"
comparso sul sito comunistiuniti.it .
Da ricercatore indipendente della Gemeinwesen, e quindi da comunista, dal
momento che comunismo/ comunalismo/ comontismo sono alcune delle parole
attraverso cui, nelle parlate locali di queste periferiche terre, è possibile
esprimere il concetto di Gemeinwesen di cui parla Carlo Enrico, ossia un ritorno
ed una riscoperta della comunità umana perduta, potrei anche aderire
all'appello.
Vorrei però prima avere dei chiarimenti.
1. E' vero che PRC e PdCI siano – numericamente – le forze maggiori
all'interno del variegato mondo di quelle che si richiamano al socialismo,
sebbene avendo ottenuto mediamente lo 0,75 % dei voti, penso che abbiano
negativamente accorciato le distanze di cui si avvantaggiavano rispetto a tante
forze extraparlamentari. Inoltre io potrei condividere una mia adesione ad un
soggetto che veda al suo interno anche PRC e PdCI solo a seguito di un processo
di chiarificazione, a cominciare da una condizione: l'espulsione dai rispettivi
partiti di tutti i dirigenti, nonché deputati e senatori, che hanno sostenuto il
governo Prodi, che hanno votato finanziarie di lacrime e sangue, la guerra a
scapito degli inermi, il pacchetto sicurezza, il pacchetto sul welfare. PRC e
PdCI espellano i vari Giordano, Ferrero, Diliberto, Russo Spena, Peggiore e
tutti gli altri social-sciovinisti.
2. Sul femminismo. Alle femministe mi verrebbe da rispondere come diceva
Carlo Enrico agli ebrei: "come possiamo liberarvi, se anche noi siamo in
catene?". In sostanza, essendo il Comunismo/Comunalismo/Comontismo non un
sistema di produzione economica, ma quel movimento agente già nel presente che
elimina ogni distinzione di classe, ceto, divisione del lavoro funzionale al
Capitale, bisogna porsi in una prospettiva non filo-femminista, ma anti-genere,
radicalmente criticando e negando le distinzioni/differenziazioni di genere e
quanto a seguito ne consegue a livello sociale.
3. Militarismo e basi militari: perché sono specificate "basi militari
straniere"? Poco cambia a mio avviso che vi siano installazioni militari dello
Stato italiano o di qualche altro paese con cui lo Stato italiano abbia preso
accordi internazionali. Il Comunismo/Comunalismo/Comontismo è tensione creatrice
verso la distruzione dello Stato e delle sue istituzioni, a cominciare
dall'esercito. Serve perciò una lotta contro ogni base e contro ogni esercito,
di qualsiasi nazionalità, per un antimilitarismo militante.
4. Guerra: Perché "contro la guerra"? Io non sono contro la guerra. Sono
contro la guerra imperialista degli Stati contro popolazioni civili ed incivili
(le ultime hanno il pregio di essere fuori della Civiltà, che è Capitalismo), ma
a favore di "una più giusta guerra: la guerra proletaria, guerra senza
frontiere", come recita una vecchia cara canzone.
5. "Migranti" e immigrazione. In che lingua è scritto? Catalano? Che
significa? Io nella lingua che parlo li chiamo "immigrati", non per questo
venendo loro meno di rispetto. Poi che siano immigrati definitivamente, o che
siano migranti come gli uccelli poiché si spostano di continuo con l'obiettivo
di ritornare, questo non lo so, non sono del resto affari miei e non pretendo di
conoscere quello che vuole fare ogni singola persona. Detto questo, va più
attentamente e oggettivamente, senza isterismo alcuno, analizzata cosa sia
l'immigrazione e cosa comporti. In molte situazioni potremmo affermare che dove
la forza contrattuale dei salariati si è consolidata attraverso le lotte
sindacali di decenni, un esercito di crumiri spinge al ribasso il costo del
lavoro, aumentando la fetta di plusvalore degli industriali e contribuendo così
ad impedire il crollo della produzione e del Capitale.
6. Ragioni della disfatta. Sinceramente penso che i motivi per i quali la
Sinistra Arcobaleno non è andata oltre il 3,1% siano chiari e facilmente
individuabili, venendo a corrispondere con i due anni di malgoverno del governo
Prodi. Non occorre perciò a mio avviso sviscerare chissà quale mastodontica
riflessione sull'accaduto, in modo da risparmiare energie per l'analisi di
problematiche ed accadimenti molto meno scontati.
7. Falce e martello. Ho visto che sul sito di "Comunisti Uniti" compare
in un angolo la falce e martello, immancabilmente di colore giallo su sfondo
rosso. Ora ritengo che anche questi aspetti esteriori e formali vadano
cancellati in quanto sono un limite alla più ampia aggregazione di quanti si
fanno sostenitori del Comunismo/Comunalismo/Comontismo, dal momento che la falce
e martello è un simbolo tipicamente leninista, escludente perciò quanti
all'interno del Comunismo non si rifanno a Vladimiro ed al leninismo, con il
portato che esso rappresenta (consiliaristi, luxemburghisti, comunisti
libertari, ultrasinistri, eccetera).
8. 20 ottobre. In questa data in effetti i simboli esteriori
riconducibili al comunismo sono stati l'unica cosa che si è vista. Per quanto
riguarda piattaforma e programmi, il nulla. Una manifestazione contro il
precariato ma non contro il governo, che senso ha? Non torno sull'argomento, già
ampiamente trattato e criticato da quanti si muove a sinistra della sinistra
radicale, dico solo che in questo caso ha ben espresso la consistenza di questo
tipo di manifestazioni lo stesso Prodi quando ha parlato di "folklore".
Il resto, posso dire di condividere tutto.
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