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Nella sua opera
maggiore Il Capitale Karl Marx affermava: “la violenza è la levatrice di ogni
vecchia Società, gravida di una società nuova”. La levatrice presa in
considerazione è la tanto sbandierata rivoluzione che doveva portare il paradiso
in terra, fatto di gioia, pace e uguaglianza. Al contrario ha portato soltanto
morte, dolore, apatia e durante i primi anni del bolscevismo in Russia la
disumana antropofagia, che ha creato la leggenda dei comunisti “mangia bambini”.
In realtà in Italia hanno sem’pre mangiato al tavolo del potere, dapprima
spartendosi con la DC le amministrazioni locali, poi con le varie lottizzazioni
delle televisioni. Oggi dopo decenni di doppiezza hanno completamente
abbandonato le velleità rivoluzionarie e hanno addirittura sposato un pacifismo
assoluto di chiaro sapore strumentale. Scordando che il terrorismo è sempre alle
porte e che nel passato persino stati che si dichiaravano neutrali sono stati
invasi. Ne è un caso il Belgio durante la Prima Guerra Mondiale, invaso dai
tedeschi, fatto che provocò il passaggio da parte di molti anarchici e
socialisti sul fronte interventista. Ci accorgiamo che se da un lato la sinistra
marxista, neo marxista e post marxista ha abbandonato la violenza, dall’altro
non ha sicuramente abbandonato la demagogia. Questa sinistra scaricata da
Veltroni è l’ultima “cosa” in ordine cronologico, composta da Rifondazione, PdCI
e Sinistra Democratica, tutte schegge prodotte attraverso le ripetute scissioni
della diaspora del PCI. Insieme ai Verdi hanno dato vita al cartello Sinistra
Arcobaleno, che si presenterà alle prossime elezioni politiche con candidato
premier l’ex presidente della Camera Fausto Bertinotti. L’intento è quello,
sulla scia del PD di dare vita a un grande partito con un nuovo simbolo
condiviso. Per il momento e per logiche elettorali sono stati mantenuti i vecchi
simboli, sormontati da un grande mare colorato. Così, seppure in piccolo, è
rimasto il vecchio logo con la falce e martello, motivo di discordia tra chi lo
ritiene intoccabile e chi no. Pare che a mettere tutti d’accordo per il futuro
sia stata la proposta di Pecoraro Scanio di sostituire il vecchio simbolo con
uno nuovo che rispecchi l’anima ambientalista di tutti: “Felce e Rastrello”.
Magari per poi andare a rastrellare la monnezza a Napoli e in tutta Italia.
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