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Per le prossime
elezioni europee di giugno, ho pubblicamente deciso di sostenere Gianni Vattimo,
candidato come indipendente con l'Italia dei Valori nelle circoscrizioni
Nord-Ovest, Centro e Sud. Qui di seguito riporto alcuni miei messaggi in cui
motivo la mia decisione e rispondo a quanti sono rimasti perplessi per la mia
scelta.
Socialisti
ANTIAUTORITARI alle Europee
Personalmente,
lungi dal riconoscermi nelle espressioni politiche frutto di classi dirigenti
autoriciclantisi per forza d'inerzia nonostante il proprio già acclamato
fallimento, mi sono fatto un'idea di quali siano i candidati nelle varie liste
che più si rifanno a forme di socialismo ANTIAUTORITARIO, non per questo
compromissorio su temi quali l'anticapitalismo,
l'antimperialismo/antimilitarismo, la tutela dell'ambiente, la laicità. Ho
intenzione di presentarli qui di seguito: Nella circoscrizione Nord-Ovest,
l'Italia dei Valori candida GIANTERESIO (detto GIANNI) VATTIMO, celebre filosofo
del Pensiero Debole, la cui opposizione alle forme di pensiero forte e
totalizzante lo ha portato, soprattutto a partire da "Ecce Comu", a sviluppare
una forma di comunismo/socialismo antiautoritario, contrapposto a tutti i dogmi
e gli assolutismi. Oltre a Vattimo, nella stessa circoscrizione si candida
GIORGIO SCHULTZE, portavoce europeo del Movimento Umanista, ed esperto di
pianificazione energetica urbana, da sempre impegnato nell'antimilitarismo e nel
disarmo, nei diritti umani e civili per tutti, nella difesa dell'ambiente e
della pianificazione energetica. Per la terza preferenza, dato che il Nord-Ovest
ne ha tre, chi volesse potrebbe scegliere il magistrato LUIGI DE MAGISTRIS:
certo, non un candidato che si rifà alla tradizione socialista, ma che tuttavia
merita un particolare encomio per la propria lotta contro i poteri forti, i
"poteri oscuri" come da lui definiti, tra i quali ritroviamo nostri strenui
avversari: massoneria, mafie, opus dei, banche, imprenditori corrotti e politici
autoreferenziali. Se proprio non si sopporta l'idea di votare IDV, un ottimo
candidato di riserva nella stessa circoscrizione potrebbe essere RENZO PENNA,
presidente dell'Associazione Labour, allievo di Lombardi e Vigevani. Anche nelle
circoscrizioni Centro e Sud, troviamo di nuovo Gianni VATTIMO e Luigi DE
MAGISTRIS. Al Nord-Est e nelle isole, solo DE MAGISTRIS, e nel Nord-Est è
possibile dare la seconda preferenza a CARLO VULPIO, ottimo rappresentante per
le tematiche del caso WHy Not? e della libertà di informazione, soprattutto ora,
è dell'altro ieri la notizia, che l'Italia è stata delcassata a paese
"semi-libero" per quanto riguarda la libertà di stampa ed informazione. Se tra
amici e parenti conoscete persone decisi a votare Rifondazione Comunisti
Italiani, nella circoscrizione Centro per lo meno consigliate loro di esprimere
le preferenze per ANDREA CAVOLA, sindacalista del Sindacato dei Lavoratori (SdL)
impegnato nella vertenza Alitalia, e per RANIERO LA VALLE, celebre esponente
della Sinistra Cristiana.
In risposta ad
alcuni interventi denigratori
Innanzi tutto,
ci tengo a precisare che io, personalmente, "non sono dell'Italia dei Valori":
sia nel senso che all'IDV non sono tesserato, sia nel senso che non è "il mio
partito di riferimento", nel quale mi riconosca politicamente. Ne apprezzo
tuttavia lo spirito di apertura ecumenica che ha dimostrato, almeno nella
composizione delle liste per le europee, anche a tanti indipendenti che non
condividono necessariamente le posizioni di Di Pietro. Ho quindi espresso il mio
sostegno a quattro persone (per quanto ne potrò votare solo due), tutti
candidati indipendenti, motivandolo per sommi capi nel mio precedente messaggio.
Le polemiche e
le frecciate che ne sono seguite, si riferiscono più o meno all'identità
giustizialista del partito dell'IDV e dei suoi capi Di Pietro e Orlando.
Contrario ad un certo giustizialismo dell'IDV posso essere e sono anch'io,
almeno fino ad un certo punto, ma non ne posso sicuramente rispondere in quanto
non sono né un dirigente, né un semplice tesserato dell'IDV, bensì solo un
cittadino con diritto di voto di orientamento socialista libertario, che ritiene
coerente e non in contraddizione il proprio sostegno ad alcuni indipendenti
candidati con l'Italia dei Valori. Altrimenti dovreste statuire che Altiero
Spinelli o Ferruccio Parri fossero comunisti perché si candidarono e furono
eletti come indipendenti con il PCI. Niente, oltre alle solite generiche accuse
rancorose ed ideologiche contro l'IDV-partito, è stato detto in merito ai
"poveri" candidati indipendenti da me citati, di cui eppure io ho citato i pregi
e le motivazioni per le quali sono eticamente votabili anche (e sopratutto) da
chi come me si rifà ad una concezione di un socialismo libertario.
Torno un attimo
sul tema "giustizialismo": sono sempre stato contro galere, videosorveglianza,
misure draconiane, presunzioni di colpevolezza, smanie e deliri securitari... e
questo mi rende distante anni luce dall'IDV-partito. Ma sinceramente ne ho piene
le tasche di discorsi garantisti a senso alterno, che più che costituire un vero
garantismo coerente, costituiscono al contrario una base ideologica ed una falsa
coscienza a difesa solo e sempre soltanto dei potenti di turno, e che finiscono
per accodarsi alle fila dei vari berluschini. I libertari, nella dicotomia
garantismo-giustizialismo, non dovrebbero né situarsi lungo posizioni
sbirresche, né accodarsi ai garantisti a senso alterno Berlusconi docet.
Dovrebbero sviluppare invece una posizione definibile come "giustizial-proletarismo"
(trionfi la giustizia proletaria! diceva il Rigosi di Guccini mentre andava a
schiantarsi contro i padroni) o "garantismo proletario" (che in qualche modo
trasponga il motto "la pace tra gli oppressi, la guerra agli oppressori"):
mentre si difendono gli oppressi, gli sfruttati, la gente comune, dai soprusi e
dalle angherie della loro "giustizia" e delle leggi ingiuste, si pretenda al
contrario che la stessa legge si applichi - una volta tanto e finalmente - in
primo luogo verso coloro che sono al vertice di questo sistema. Del resto, nel
campo a me avverso, vi sono già fior fiore di esperti e fini giuristi che
quotidianamente - mentre si accaniscono con misure draconiane verso gli ultimi,
auspicando continue e sempre più stringenti strette securitarie, fanno di tutto
per evitare che agli stessi codici siano loro stessi immuni, ergendosi a ceto
privilegiato con proprio status giuridico distinto... nobili e clero del nuovo
Stato Pontificio. Non è possibile, in definitiva - porca puttana - che chi ruba
un pacco di pasta al supermercato sia sbattuto in galera mentre chi si ingrassa
come un cinghiale tra corruzione e appalti pilotati abbia le conoscenze ed i
soldi per permettersi un volo diretto per il nord Africa dove spassarsela.
Last but not
the least: nel mio post qui di seguito al presente espongo le ragioni
politologiche che mi hanno spinto a sostenere in modo particolare Gianteresio
Vattimo alle prossime elezioni europee. In esso sono contenute risposte e
delucidazioni anche nei confronti di quanti hanno il feticismo dell'appartenenza
ai gruppi politici dell'Europarlamento, feticismo metafisico quanto quello dei
cattolici per i santini. Buona lettura.
European
Libertarian Communists and Anti-authoritarians (ELCA)
L'Italia
dei Valori, che viene definito solitamente un partito "centrista-populista"
(basti guardare la maggior parte degli articoli di wikipedia sull'IDV nelle
diverse lingue), e che eppure aderisce all'ELDR (il partito dei liberali
europei), candiderà alle prossime elezioni europee Gianni Vattimo, filosofo
padre del Pensiero debole, rielaborazione in chiave moderna del nichilismo,
dell'heideggerianesimo di sinistra e del pensiero di Nietzsche, che
soprattutto a partire dal suo libro Ecce comu è di fatto giunto a posizioni
di un comunismo antiautoritario.
Se Vattimo fosse eletto (a mi oavviso vi sono abbastanza buone possibilità
che ciò accada), e se anche altri partiti aderenti all'ELDR nel resto
d'Europa, siano essi più propriamente liberali o altre formazioni centriste
ed agrarie, avessero deciso di candidare nelle proprie file come
indipendenti dei "comunisti antiautoritari e sui generis"... immaginiamo 6-7
parlamentari di questo tipo... cosa ne pensate della possibilità di
auspicare la creazione nel Parlamento Europeo di un sottogruppo, "Comunisti
Libertari ed Antiautoritari Europei", federato con i liberali nel gruppo "ELDR-ELCA"?
Ma cosa
c'entra Gianni Vattimo con la liberaldemocrazia?
Poiché mi
sto progressivamente riposizionando su posizioni "vattimiste" (o meglio,
Vattimo si sta riposizionando su posizioni "scapigliatiste"), in un mio
precedente post (http://forum.politicainrete.net/showthread.php?t=4099)
sostengo la positività di un'eventuale nascita del sottogruppo "Comunisti
Libertari ed Antiautoritari Europei", federato all'ELDR nel gruppo ELDR-ELCA,
che quindi scalzi l'attuale partner dei liberali nell'ADLE, il PDE, formato
da partiti quali la fu Margherita, che tanto aderirà al nuovo sottogruppo
federato al PSE, e formazioni quali Modem e Nuovo centro francesi, che
possono tranquillamente migrare verso il PPE.
Quattro sarebbero quindi le correnti politiche dell'auspicato gruppo
ELDR-ELCA: 1) liberaldemocratici europei, 2) partiti agrari scandinavi e
baltici, 3) centristi-populisti dell'IDV italiana, 4) comunisti libertari ed
antiautoritari europei. Sottogruppi simili al Parlamento europeo si sono
avuti nelle esperienze del PPE-ED, del già citato ADLE, della GUE-NGL, di
EFA/EGP.
Il socialismo antiautoritario di Vattimo avrebbe punti in comune con la
liberaldemocrazia nei principi ideali di laicità, libero pensiero,
tolleranza e società aperta... spunti che lo avvicinano più ai liberali che
al socialismo autoritario che ormai egemonizza (purtroppo!) quasi
completamente la GUE.
Il "Centro" dello scenario politico europeo non può del resto più essere
inteso come mero punto intermedio tra le istanze del PPE e del PSE. Deve
invece diventare un "centro alternativo" radicalmente altro ed "equilontano"
rispetto ai due moloch PPE e PSE, principali partiti di regime del nuovo
Impero europeo ed entrambi portatori di visioni del mondo totalizzanti.
Per
l'economia, personalmente ritengo sia auspicabile un sistema misto:
socialismo autogestionario per la grande produzione, forme di mutualismo,
distribuzionismo e georgismo per la piccola produzione.
In risposta
a Vittorio Agnoletto
Caro
Roberto,
se mi è permesso, vorrei intervenire in questo thread dal momento che io
stesso potrei essere uno dei destinatari dello scritto di Agnoletto, come
ben puoi vedere. Penso perciò che possa arricchire la discussione, il fatto
che un destinatario potenziale - un oggetto in esame - si materializzi
esprimendo le sue ragioni ed aprendo così un confronto.
- Per prima cosa, devo dire che non ho infatuazioni nei confronti dell'IDV-partito,
dal quale ho posizioni piuttosto diverse su molte tematiche. Scelgo, per
l'appunto, di sostenere un indipendente nelle sue liste. A questo si ferma
il mio "colleteralismo" con l'IDV.
- Sui gruppi parlamentari: i gruppi politici dell'Europarlamento sono tutti
qualcosa di abbastanza eterogeneo al loro interno, formati intorno più a
linee ideologiche che programmatiche. Quante volte abbiamo sentito, davanti
al singolo provvedimento, i gruppi parlamentari spaccarsi al loro interno?
Se ciò è accaduto sicuramente per il PPE ed il PSE, perché non dovrebbe
avvenire anche per l'ELDR (ammesso che ciò non sia già accaduto anche per i
liberali, ammetto la mia ignoranza)? Non penso proprio, insomma, che Vattimo
voterà a favore della NATO, della Bolkenstein e di quant'altro.
Potrei invece ribaltare la questione: i partiti italiani che a livello
europeo aderiscono al GUE nel Parlamento italiano nella scorsa legislatura
hanno votato in blocco rifinanziamenti delle missioni militari e finanziarie
antipopolari. Chi mi assicura, dunque, che i rappresentanti degli stessi,
una volta eletti, non approvino misure simili e corrispondenti anche a
livello europeo? Io non mi fido più.
- Veniamo alla terza obiezione finale, pertinente ed intelligente, di
Agnoletto: il rischio, in sostanza, che anche chi dia la preferenza ad
"outsider" contribuisca poi a far eleggere altri. Ma vedendo le teste di
lista, e considerando la popolarità dei due, è abbastanza probabile che
siano eletti Vattimo e De Magistris. Votando per la lista Rifondazione e
Comunisti Italiani, e dando la preferenza a persone rispettabilissime,
indipendenti dagli stessi partiti, quali Raniero La Valle (conosciuto
purtroppo solo da chi ha un minimo di cultura), Andrea Cavola (presosché
sconosciuto fuori dall'SDL, sempre purtroppo, aggiungo), Marina Fiore
(ibidem), è più probabile che ad essere eletti, al massimo, saranno:
Agnoletto, Hack, Diliberto, Menapace e Villone. Agnoletto è una gran brava
persona, nonostante stia qui scrivendo contro un suo appello, su un luminare
come la Hack nessuno può permettersi di dire niente... ma Diliberto, Villone
e Menapace, proprio non mi aggradano.
- Come indicano i sondaggi, che danno PRC/PdCI e SL entrambi al 3%, si
rischia invece che nessuno di sinistra venga eletto, Meglio concentrarsi,
azzarderei di dire, a puntare all'elezione di Vattimo.
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