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Quando il
calcio fa più del suo mestiere si può anche passare da Verona, ai margini della
sfida Chievo-Milan dallo snodo banale e poco attraente. Si comincia presto con
uno striscione («Normalmente tifiamo Chievo Verona. Oggi tifiamo per l’Abruzzo»)
srotolato sulla gradinata centrale prima dell’omaggio solenne col minuto di
raccoglimento; si prosegue con la curva gialloblù che espone due enormi scritte:
«Solidarietà al popolo abruzzese»; si chiude con il messaggio dei milanisti
(«Non ci sono parole. Dal nostro cuore: Forza Abruzzo»).
Qui a Verona non è stato un rito vuoto, scandito magari da qualche applauso o
fischio, come pure è capitato in altre cento occasioni. No. Un minuto solo di
silenzio ma un minuto toccante che è durato una vita e che ha parlato al cuore
della gente: non si sentiva volare una mosca, con i giocatori in cerchio a far
da corona. «Mai sentito un minuto così», il tributo dell’allenatore rossonero
Carlo Ancelotti all’evento: servono più queste dimostrazioni che cento discorsi
vuoti.
A partita in corso, però, non sono mancati striscioni e cori dedicati alla
discussa puntata di «Annozero» andata in onda giovedì scorso su Raidue, con
l’aggiunta di insulti al suo conduttore Michele Santoro. Da segnalare che ai
cori, partiti dalla curva dei tifosi milanisti (di area di sinistra, secondo
tradizione) per difendere i volontari si sono uniti tutti i presenti nello
stadio Bentegodi. Significativo uno striscione apparso nella stessa curva
rossonera: «Vigili del fuoco, Croce rossa e Protezione civile orgoglio della
nazione. Giornalista infamone non hai il rispetto del dolore delle persone».
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