Walter Perdente Perfetto. [G]

Come via crucis è proprio dolorosa: elezioni regionali in Friuli, Sicilia e Abruzzo, comune di Roma, le elezioni politiche, regionali in Sardegna. A mettere il fila le sconfitte infilate una dopo l’altra da Walter Veltroni vengono i brividi (politici ma anche umani). Nessuno era riuscito a ottenerne così tante in così poco tempo. Sembra la sceneggiatura di un film: il perdente perfetto al comando del Pd. O di quel che resta di un partito e di sogno politico rimasto tale, ovviamente al di là delle intenzioni (e dei meriti che pure ha) di Walter. Che si dimette, lascia la carica di segretario davanti direttivo del partito che l’ha messo sotto processo e che era pronto a tenerlo in sella ma commissariandolo. Lascia nel momento peggiore: caduta di consenso, scarso appeal, fuga dei militanti ed elezioni europee e amministrative alle porte. Il Pd è allo sbando mentre Di Pietro insiste: l’unica vera opposizione sono io… Epilogo dell’ennesima tragedia della sinistra italiana e delle sue divisioni senza fine.

D’Alema (che ha lanciato Bersani nella corsa alla segreteria) ha intuito da tempo quale sarebbe stato (e quale dirompente portata avrebbe avuto) il capolavoro di Silvio Berlusconi in Sardegna. Replica del blitz in Molise ma nobilitata da un avversario indubbiamente di spessore come l’ex governatore e editore dell’Unità, Renato Soru. D’Alema da tempo predica ai quattro venti che il Veltroni-pensiero è inadeguato, che nel Pd non c’è “amalgama” che il centro-sinistra dovrebbe esssere un centro-sinistra-sinistra (con l’inclusione organica di pezzi di ex rifondaroli e quant’altri disposti ad allearsi organicamente con il Pd dopo la diaspora causata dallo tsunami delle politiche). D’Alema sapeva che Silvio avrebbe tirato dritto, che l’azzardo delle dimissioni di Soru avrebbe portato a una diaspora sarda nella sinistra… E ha avvertito a lungo inascoltato che l’Italia dei Valori giustizialisti di Di Pietro avrebbe pescato a strascico nell’elettorato piddino. Tra lui e Walter si è consumato un scontro duro, a volte sotterraneo a volte alla luce del sole, scandito da armistizi di facciata. Una vera guerra di logoramento (da premier toccò a Massimo subirla quando su lasciato solo a battersi in una campagna elettorale persa malamente…). L’ultimo episodio il duetto tra D’Alema e Bertinotti, con “baffino” che dice: “Non siamo autosufficienti…”.

Sardegna ultimo passaggio per Veltroni, dunque. Caporetto del segretario ma anche del Pd. Ricordate la campagna elettorale? Ugo Cappellacci è stato marchiato a fuoco dagli avversari (suoi ma soprattutto di Berlusconi, il “colonialista”). “Ugo chi?… “Signor nessuno…”, “Spalla perfetta…”, hanno cercato di far passare Cappellacci addiritura come un non sardo, lui che è anche amministratore pubblico a Cagliari. Messaggio da veicolare, questo, non tanto in Sardegna quanto nel Continente per far vedere che Berlusconi appoggiava un “governatore fantoccio”. I sardi ovviamente non hanno abboccato. E Soru, con stile, ha ammesso che quel voto va rispettato perché è il voto dei sardi ed è soprattutto un voto democratico. Parole che mi sono piaciute, queste di Renato Soru: aveva un suo progetto, ha provato ad attuarlo e sono stati proprio i suoi alleati a metterlo in difficoltà. L’ennesima guerra nella sinistra che mangia i propri figli.

L’effetto Soru combinato all’effetto Margherita, che ha visto trionfare alle primarie del Pd di Firenze Matteo Renzi (34 anni) opposto soprattutto a Lapo Pistelli, indicato proprio dal segretario del Pd, è stato fatale a Veltroni che sembrava deciso a resistere magari anticipando il congresso per blindare la sua poltrona e quella del gruppo dirigente, arroccato nell’ultima ridotta prima delle elezioni europee. E forse la mossa delle dimissioni potrebbe essere utile a forzare la mano per convocare il congresso anticipato per fare la conta di amici e nemici. Così Walter, un perdente lasciato solo al comando dai suoi avversari interni, si è smarcato lasciando in mano ad altri il cerino acceso. E per il Pd è un salto nel buio.

MILANO — Una pioggia di euro, nel nome di Benito e Rachele. L'idea di dare nel 2009 un bonus di 1.500 euro a chi promette di chiamare i propri figli come il Duce e sua moglie trova un inaspettato appeal mondiale. E arrivano più donazioni che richieste. L'iniziativa, lanciata a novembre dal segretario lucano del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, Vincenzo Mancusi, sta raccogliendo fondi oltre le previsioni: «Abbiamo a disposizione per questo progetto 516 mila euro — spiega al Corriere Mancusi —: ci arrivano offerte da ogni parte del mondo. Una signora da Madrid ha versato 16 mila euro e ci ha comunicato di essere pronta a vendere anche parte del proprio patrimonio per sostenere l'iniziativa». Un successo oltre le attese, perché «l'aspettativa era di garantire una copertura per dieci, venti bambini». Donazioni che arrivano anche copiose dalla Carinzia e dalla Francia, tanto da suscitare l'interesse della Bbc e della Tv di Stato russa. Intanto, giungono le prime richieste per i bonus dai cinque comuni a rischio spopolamento a cui è dedicata l'iniziativa. «Sei coppie ci hanno contattato, due di queste hanno aderito a patto di poter devolvere in beneficenza il bonus». Tra loro qualche nostalgico militante di partito? Macché: «Sono nomi del tutto sconosciuti al movimento, non sono mai stati tesserati da noi». Si tratta di coppie tra i 25 e i 35 anni, «con un tenore di vita medio-basso». I futuri beneficiari non provengono da altre regioni né vi sono extracomunitari, ma sono «tutti lucani». E le richieste, ora, giungono da una dozzina di paesi della Basilicata: «Alcuni abitanti si sentono discriminati: probabilmente estenderemo il progetto a tutta la regione fra qualche mese». E forse, oltre al territorio, verrà ampliata anche la rosa di nomi: «Certo, democrazia vuol dire possibilità di scelta: proporrei Giorgio come alternativa a Benito e Assunta per Rachele». Ma Pino Rauti, già leader del Msi e della Fiamma e ora segretario del Movimento Idea Sociale, boccia il bonus bebè lucano: «Trovo che speculare sul nome o sul puro nostalgismo sia incredibile. Sono iniziative fuori dal tempo». .

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Data Creazione/Modifica: 10-04-09